sabato 15 dicembre 2018
In foto: Anche se la precipitazione piovosa del pomeriggio di ieri è stata di breve durata, gli effetti si sono fatti sentire. Hotel, negozi e scantinati sono stati invasi da acqua maleodorante. Non un bello spettacolo per i turisti (pochi per fortuna). Ad aggravare la situazione, il fatto che purtroppo a Rimini non si tratta una novità.
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mar 7 giu 2011 10:39 ~ ultimo agg. 00:00
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Hera ha subito fatto il mea culpa. “Si è verificata – ha detto il direttore Edolo Minarelli – un’avaria ai comandi dell’impianto di via Monfalcone che non ha permesso lo scarico. I danni saranno a nostro carico.” Queste le parole del direttore che ha voluto anche sottolineare la portata straordinaria dell’evento di ieri con 20 millilitri d’acqua caduti in 15 minuti.
“Quello di ieri – conferma a Tempo Reale (Radio Icaro – Icaro Tv) Massimo Venturelli, dirigente provinciale dell’Ufficio Viabilità e della protezione civile – è stato un pomeriggio caratterizzato da un evento piovoso breve e intenso, quelli che creano maggiori problemi. Come protezione civile abbiamo ricevuto parecchie chiamate anche dai vigili del fuoco per abitazioni allagate (ai piani bassi o nei garage). L’evento ha colpito in modo particolare il centro e il mare a Rimini creando anche disagi alla viabilità. Si è arrivati fino a 30 centimetri di acqua stagnante dovuta a problemi di ricevimento delle fogne o a tombini chiusi da foglie o altro. Nel forese invece e nelle zone di campagna la pioggia è stata assorbita dal terreno che necessitava di acqua dopo un paio di mesi di scarse precipitazioni.”
Un pomeriggio difficile anche per gli albergatori. “Dopo anni di tavoli tecnici sul problema si deve sempre aspettare la goccia che fa traboccare il vaso? – si chiede Patrizia Rinaldis, presidente dell’Aia Rimini intervenuta alla trasmissione Tempo Reale – mi verrebbe da dire che ci è andata addirittura bene perché se fosse accaduto nel pieno della stagione saremmo finiti sui giornali di tutta Italia dando un’immagine negativa della Riviera.”
“Penso che il sindaco – aggiunge la Rinaldis – si dovrà rimboccare le maniche e trovare con i tecnici una soluzione al problema. Mi rendo conto che per l’amministrazione si tratta di un impegno oneroso questo però non significa che non si possa trovare un rimedio. Sono veramente arrabbiata. In questi anni ho assistito a tanti tavoli di lavoro dove si sono messe in campo varie idee; ma invece di sperimentare le idee perché non proviamo a sperimentare qualcosa di concreto?”
“Quando accadono queste cose – conclude la presidente di Aia – si parla sempre di eventi eccezionali ma noi siamo una città turistica e non possiamo vivere con la paura che l’eccezionalità ci mandi in tilt. Paghiamo tecnici, abbiamo pagato dirigenti e non credo che una città come Rimini si debba ritrovare infognata”.
Mai parola fu più appropriata.

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