mercoledì 20 febbraio 2019
In foto: Oggi si è svolta in tutta Italia la giornata sulle malattie professionali nella pesca organizzata dalla Flai Cgil. A Rimini è stata anche l'occasione per rinnovare l'appello a categorie e istituzioni per un tavolo di confronto anche in tema di sicurezza.
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sab 18 giu 2011 14:08 ~ ultimo agg. 00:00
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Sono stati tanti i lavoratori della pesca a presentarsi questa mattina al banchetto allestito dalla Flai Cgil sulla destra del porto a Rimini in occasione della Giornata Nazionale sulle Malattie professionali. Hanno risposto alle domande di un questionario e si sono sottoposti ad una prima visita medica. Tre in particolare sono le patologie collegate alla vita di bordo. “Si tratta delle malattie osteoarticolari come ernie o artrosi dovute alla fatica del lavoro e all’ambiente umido – spiega Marco Rinaldi della Flai Cgil di Rimini – c’è poi l’ipoacusia, una sordità dovuta all’avere costantemente il rumore dei motori nelle orecchie e poi le malattie della pelle legate alla forte esposizione al sole e il contatto con gli agenti atmosferici”.

La giornata è coincisa purtroppo con un periodo particolare per la marineria riminese. Le morti di due pescatori avvenute a novembre e maggio hanno riacceso le discussioni in tema di sicurezza in mare. A mancare, che si parli di malattia o incidenti, è in molti casi l’informazione.
“Questo settore sconta la forte presenza di lavoratori extracomunitari con cui spesso c’è difficoltà di comunicazione – dice ancora Rinaldi – spesso manca anche il tempo per la formazione visto che si lavora fino al sabato. Impegnarsi per migliorare l’aspetto formativo sarebbe però un buon modo per migliorare la tutela della forza lavoro”.
C’è poi un altro aspetto di cui tenere conto. “Nel settore pesca – attacca Rinaldi – manca la collaborazione che invece esiste in altri settori dove datori di lavoro, sindacati e istituzioni si confrontano spesso. Qui sembra che ognuno voglia fare le cose solo per se. L’appello che come Flai continuiamo a fare è quello di mettersi attorno ad un tavolo tutti insieme (sindacati, associazioni dei datori di lavoro e enti istituzionali” per cercare di trovare soluzioni condivise.”

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di Redazione
di Andrea Polazzi
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