sabato 15 dicembre 2018
In foto: Calano gli addetti e il numero di imprese. Per l'edilizia riminese la crisi sembra non finire. Oggi, in occasione dell'assemblea annuale, l'Ance ha fatto il punto sulla situazione e lanciato un appello alle istituzioni.
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gio 9 giu 2011 18:30 ~ ultimo agg. 00:00
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La ripresa per il settore edile è ancora lontana sia a livello nazionale che locale. Lo dicono i costruttori dell’Ance ma soprattutto i dati. Le aziende che hanno operato in provincia nel 2010 sono state 678, 36 in meno dell’anno precedente; l’occupazione nel settore è passata dai 4.159 addetti del 2009 ai 3.867 del 2010 con un calo del 7%. E il gap è ancora più consistente ampliando il confronto agli anni pre-crisi. Nei primi mesi dell’anno non si registrano significative inversioni di tendenza anche se i costruttori evidenziano comunque l’impegno nel mantenimento dell’occupazione testimoniato dal fatto che il calo dei dipendenti è in percentuale inferiore a quello delle ore lavorate. Per l’immediato futuro le prospettive non sembrano rosee: il mercato immobiliare segna solo una leggera crescita e nonostante questa forte rigidità, i prezzi delle case nuove non hanno subito oscillazioni rilevanti. Per evitare ulteriori crolli, l’auspicio dell’Ance è che le banche non facciano mancare il credito ai cittadini. Anche la voce appalti pubblici presenta poi gravi criticità: nel 2010 le gare di appalto aggiudicate in provincia sono state 134 per un importo complessivo di circa 84 milioni di euro, in calo rispetto ai 233 milioni dell’anno precedente. Le imprese della provincia che si sono aggiudicate gli appalti sono state poi solo il 32% del totale. I costruttori, che ricordano come il settore concorra con oltre un miliardo di euro al PIL provinciale, chiedono alle amministrazioni un elenco di opere già cantierabili nel 2011, per consentire alle aziende di programmare l’attività, e denunciano nel comune di Rimini monetizzazioni insostenibili ed un eccesso di burocrazia.

L’assemblea annuale dell’ANCE ha confermato poi i vertici dell’associazione per un altro mandato. Alla presidenza ci sarà quindi Ulisse Pesaresi, mentre il vice sarà Biagio Amati.
Pesaresi, subito dopo la nomina, ha elencato tra le priorità l’apertura di un dialogo con la nuova amministrazione del comune di Rimini per risolvere i problemi di PSC e RUE. Secondo il presidente è importante ampliare la scadenza dei termini per le osservazioni e rivedere il concetto di “crescita zero”.

La nota stampa

Si svolge oggi, giovedì 9 giugno, l’Assemblea Annuale di Ance Rimini, presso la sede dell’ Associazione. Un’occasione per fare il punto sullo stato dell’edilizia e confrontarsi sulle questioni più importanti che riguardano il settore nel territorio di Rimini.

Un settore che non mostra ancora segnali di vera ripresa. Il 2011 è ancora critico e si spera nel 2012 per incominciare la risalita.
Come dimostrano i dati (nell’allegato in versione completa) dell’ultima indagine congiunturale di Ance Rimini, realizzata su un campione di aziende associate, nel secondo semestre del 2010 nessuna azienda del campione ha avuto aumenti sia per gli appalti pubblici che privati, sia per i lavori in proprio che per le opere infrastrutturali. Percentuali confermate nelle previsioni del primo semestre 2011.
Dai dati della Cassa Mutua Edile Ance emerge che nel 2010 hanno operato nella nostra provincia 678 imprese con un decremento di 36 imprese rispetto all’anno precedente. Un calo che continua nel 2011. Confrontando, infatti il numero delle imprese, nei periodi gennaio-marzo 2010 con quello dello stesso periodo 2011, emerge che rispettivamente sono passate da 546 a 510 con un calo dell’7%.

“La situazione resta difficile e ci preoccupa – ha sottolineato il Presidente Pesaresi – ma non ci impedisce di guardare avanti e cercare soluzioni concrete per uscire dall’empasse.
Per questo, nell’ultimo anno, abbiamo avviato un’azione mirata e focalizzata al coinvolgimento di tutti gli operatori interessati al processo del costruire nella convinzione che per superare questo difficile momento, sia indispensabile la collaborazione di tutti gli attori coinvolti.
Partendo dai professionisti, con i quali abbiamo stabilito un rapporto di consultazione costante su molte questioni, per arrivare alle altre categorie come Legacoop, Confcooperative, Confartigianato e CNA con cui abbiamo progettato e realizzato gli Stati Generali dell’Edilizia che hanno visto partecipare anche tutte le Organizzazioni Sindacali del Settore.
Abbiamo svolto una continua attività di sensibilizzazione verso il mondo del credito per ribadire con convinzione la preoccupazione delle categorie sulla crescente restrizione del credito. Senza ovviamente dimenticare la sensibilizzazione delle amministrazioni e le forze politiche soprattutto sulla necessità di uno snellimento burocratico.
Abbiamo chiesto in alcuni casi anche il ripensamento della macchina organizzativa, che consentisse di superare procedure burocratiche fini a se stesse, per giungere ad una evasione delle pratiche compatibile con le esigenze delle imprese. E proprio la riorganizzazione degli uffici, ha permesso ad esempio di ottenere risultati, prima insperabili, per quanto riguarda l’approvazione di alcuni Piani Particolareggiati del Comune di Rimini, in alcuni casi attesi da anni”.

Dati che dimostrano che un continuo sforzo riorganizzativo consente di raggiungere risultati importanti per il sostegno del settore.

“Il nostro auspicio – aggiunge il Presidente Pesaresi rivolgendosi ai rappresentanti della pubblica amministrazione – è che le imprese edili siano guardate per quelle che sono. Un potente motore dello sviluppo che nel loro complesso, assieme all’indotto nella Provincia, hanno alle proprie dipendenze più di 12.000 addetti e concorrono con oltre un miliardo di Euro al PIL provinciale.
Vorremmo anzi che si guardasse alle imprese, prescindendo dagli stereotipi negativi che molto spesso fanno di ogni erba un fascio. Infatti, la nostra attività incomincia solo dopo aver ottenuto tutti i permessi e le autorizzazioni dell’amministrazione per poter fare quello che è il nostro mestiere: costruire le case e le infrastrutture che sono tra i beni primari per il benessere delle persone e lo sviluppo dell’economia”.

Il Presidente nello specifico si è soffermato su alcuni punti. Fra questi:

– Il monitoraggio delle questioni inerenti gli appalti pubblici.
Per affrontare la questione delle opere pubbliche in questo momento di crisi sempre più strette tra la morsa del patto di stabilità e la mancanza di investimenti sufficienti, Ance Rimini ha incontrato gli Assessori alle opere pubbliche di varie amministrazioni, a partire dalla Provincia e dal Comune di Rimini, per chiedere che venisse stilato un elenco di opere già cantierabili nel 2011.
Questo consentirebbe di dare alle imprese operanti per le Pubbliche Amministrazioni la possibilità di avere una prospettiva sulla base della quale poter programmare la loro attività.
In questo quadro abbiamo poi realizzato due seminari di approfondimento al fine di seguire gli sviluppi dell’evoluzione delle norme per dare gli opportuni chiarimenti alle imprese.
Senza dimenticare che nelle scorse settimane è stato approvato il Patto per lo Svilluppo che, grazie all’azione dell’Ance nazionale, ha introdotto negli appalti la possibilità di effettuare la trattativa privata per importi fino a 1.000.000 di euro e la licitazione privata semplificata per quelli fino 1.500.000 di euro.

– Il governo del territorio, l’urbanistica e l’edilizia
Sono stati molteplici gli interventi su varie materie di interesse degli imprenditori.
le monetizzazioni che nel Comune di Rimini hanno raggiunto livelli insostenibili; la questione dell’acustica; il tema delle opere infrastrutturali; la lentezza con la quale vengono evase le pratiche sismiche. Inoltre, la costituzione di un gruppo di lavoro per seguire l’Housing Sociale e la partecipazione alla Commissione mista del Comune di Rimini e di quella di Coriano sulle questioni inerenti la normativa edilizia.

Inoltre, non manca il riferimento all’impegno della Commissione Urbanistica di Ance Rimini, in particolare per il lavoro profuso nelle fasi precedenti l’adozione del PSC e del RUE di Rimini. Come si sa, gli sforzi per richiedere un rinvio di approfondimento purtroppo non hanno avuto esito positivo.
Ma il Presidente Pesaresi coglie l’occasione per rivolgersi al Sindaco Andrea Gnassi, al quale viene confermata la volontà di Ance a collaborare fattivamente, affinché siano prese in considerazione quelle preoccupazioni già espresse in più occasioni. Come: un quadro conoscitivo datato, un’idea della città non ben definita, il tema della mobilità affrontato senza dare soluzioni convincenti; lo strumento della perequazione che lascia ampi margini di fraintendimenti che possono avere conseguenze molto negative sui valori in gioco; la mancanza di un congruo periodo transitorio per passare dalla previsione del PRG Benevolo al nuovo PSC; inoltre, il RUE introduce una diminuzione degli indici, coniugandola con un nuovo criterio di calcolo della superficie complessiva edificabile, che potrebbe essere a discapito della realizzazione dei parcheggi.

In conclusione la questione della crescita zero per Rimini:
“E’ chiaro – ribadisce il Presidente Pesaresi – che pur condividendo la preoccupazione di una limitazione del consumo del territorio, non possiamo pensare che una città come Rimini venga irrigidita entro norme e previsioni che, se non proprio in un futuro di mancato sviluppo, la consegnino ad una crescita asfittica.
Riteniamo, invece, che in una città come la nostra, già fortemente antropizzata, siano necessari interventi forti di riqualificazione specialmente nella zona mare. La leva per fare ciò, sono gli incentivi. Però incentivi veri.
Non come quelli previsti dai nuovi strumenti urbanistici che potrebbero non dare i risultati auspicati, in quanto i meccanismi, per poterli ottenere, sembrano essere difficilmente attuabili.
Il momento è difficile e le sfide che ci attendono sono veramente straordinarie.
Sono certo che tutti gli imprenditori edili, che mi onoro di rappresentare, sapranno dare il meglio di sé per svolgere ancora con più impegno il loro ruolo, per lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio” .

I DATI DEL SETTORE EDILE

. IL QUADRO NAZIONALE
I dati di consuntivo per il 2010 diffusi dall’Istat confermano la tendenza negativa del settore delle costruzioni che segnano per il terzo anno consecutivo la caduta dei livelli produttivi.
Secondo le stime Ance, che tengono conto anche dell’indagine rapida condotta presso le imprese associate, a livello nazionale gli investimenti in costruzioni al netto dei costi per trasferimento di proprietà registrano, nel 2010, una riduzione del 6,4% in termini reali su base annua che si aggiunge alle flessioni già avvenute nel 2008 (-3%), nel 2009 (-8%). Le previsioni per il 2011 segnalano un’ulteriore contrazione dei livelli produttivi (-2%).

In quattro anni, dal 2008 al 2011, il settore perde il 17,8% in termini di investimenti, vale a dire 29 miliardi di euro, riportandosi ai livelli di produzione osservati alla fine degli anni ’90.

La caduta dei livelli produttivi caratterizza tutti i comparti ad eccezione degli interventi di recupero del patrimonio abitativo per i quali si stima una lieve crescita nell’arco dei quattro anni (+0,4%).
Risultati molto negativi segnano il comparto delle nuove abitazioni che nei quattro anni perde il 34% del volume di investimenti e l’edilizia non residenziale privata, in riduzione del 16%.
Per i lavori pubblici, il calo nel quadriennio si attesta al 25%; tuttavia per questo comparto il ridimensionamento dei volumi produttivi è in atto ormai da sette anni, con una flessione complessiva, tra il 2004 e il 2011, del 32%.

Ruolo delle costruzioni nell’economia
Nonostante la forte contrazione degli investimenti avvenuta negli ultimi anni, il settore delle costruzioni continua a fornire un importante contributo al sistema economico nazionale sia in termini d’investimenti che di occupazione.
Gli investimenti in costruzioni rappresentano il 9,8% degli impieghi del Pil e gli occupati nel settore costituiscono il 29,6% degli addetti dell’industria e l’8,4% degli occupati in tutti i settori economici.

Occupazione nel settore delle costruzioni
La caduta dei livelli produttivi nel settore delle costruzioni negli ultimi anni ha comportato pesanti perdite sotto il profilo occupazionale. La contrazione degli occupati è ben evidenziata dai dati delle casse edili che registrano cali marcati sia nel numero di ore lavorate che di operai iscritti. Per il 2010, infatti, la flessione è stata dell’8% su base annua per le ore lavorate e dell’8% per gli operai (già, rispettivamente, -11% e -10% nel 2009).
La tenuta complessiva si ha ancora grazie alla responsabilità degli imprenditori che hanno deciso di attivare tutti gli ammortizzatori sociali utili a superare la crisi.
Ma tutto ciò non potrà proseguire se non ci saranno segnali di inversione di tendenza negli investimenti.
(Fonte: Ance Congiuntura – aprile 2011)

. IL QUADRO LOCALE
Il settore delle costruzioni nella Provincia di Rimini
Si prenda in esame la situazione del settore edile della provincia di Rimini che è emersa dall’indagine congiunturale realizzata dall’ufficio economico di Ance Rimini relativa ai dati consuntivi del secondo semestre 2010 e le previsioni per il primo semestre 2011.

Situazione Secondo Semestre 2010. Per quel che riguarda la consistenza del portafoglio ordini, l’indagine ha fatto emergere i seguenti dati:
negli appalti pubblici il 28% del campione considerato ha subito una diminuzione, nel 21 % dei casi la situazione è stabile; negli appalti privati il 57% ha evidenziato una diminuzione, nel 29% dei casi la situazione è stabile. Nessuna impresa del campione dichiara di aver avuto un aumento sia per gli appalti pubblici che privati.

Per quel che riguarda i lavori in proprio: il 36% li vede in diminuzione, il 14% del campione li indica stazionari. Nessuna impresa del campione dichiara di aver avuto un aumento.
Per quel che concerne le opere infrastrutturali, riferentesi ad appalti pubblici, privati e lavori in proprio, nessuna impresa ha visto il portafoglio ordini in aumento.

Previsione Primo Semestre 2011
Le previsioni per il primo semestre 2011 del portafoglio ordini in edilizia mostrano segnali ancora improntati alla preoccupazione.
In particolare si prevede una diminuzione generalizzata del portafoglio ordini sia per gli appalti pubblici e privati che per i lavori in proprio. Nessuna azienda vede queste tre tipologie di opere in aumento.
Stesso dato preoccupante lo si riscontra nelle opere infrastrutturali.

Occupazione: stabile per il 57% del campione, nessuna impresa la vede in aumento e per il 43% è calata. Per quel che riguarda il ricorso alla CIG è da escludere per il 21%, poco probabile per il 29%, probabile per il 50%.

Cassa Mutua Edile Ance
Nel 2010 hanno operato nella nostra provincia 678 imprese con un decremento di 36 imprese rispetto all’anno precedente.
Analizzando il dato con più accuratezza si nota che le imprese industriali sono passate da 237 a 229, quelle cooperative si confermano a 26 e, infine, quelle artigiane da 451 a 423.
Per quanto riguarda l’andamento dell’occupazione nel settore si passa da 4.159 addetti del 2009 ai 3.867 del 2010 con un calo del 7%.
Nel dettaglio siamo passati per le imprese industriali da 2.148 a 1.938 addetti, per quelle cooperative da 361 a 398 addetti e, infine, per quelle artigiane da 1.650 a 1.531 addetti.
Al fine di dare un’idea dell’andamento tendenziale è stato raffrontato il numero delle imprese, il numero dei lavoratori e l’ammontare delle ore lavorate nei periodi gennaio-marzo 2010 con quelli dello stesso periodo 2011. Rispettivamente le imprese sono passate da 546 a 510 con un calo dell’7%, il numero dei lavoratori da 2.810 a 2.581 con un calo dell’8% e le ore lavorate da 819.710 a 721.134 con un calo del 12%.
Il calo dei dipendenti è in percentuale inferiore a quello delle ore lavorate mettendo in evidenza l’impegno delle imprese che hanno privilegiato il mantenimento dell’occupazione.
Tutti gli indicatori purtroppo proseguono a calare ulteriormente confermando le preoccupazioni per la tenuta del settore.
Sono anche stati messe a confronto gli stessi dati riferiti al 1° trimestre 2008, inizio della crisi, con quelli del 2011. Emerge che la diminuzione del numero di aziende è pari al 19% (n. 627 nel 2008 rispetto a 510 nel 2011), mentre il numero di addetti è calato del 17% (3.104 nel 2008 contro i 2.581 nel 2011).

DURC
Con l’anno 2010 la nostra Cassa Mutua Edile ha rilasciato ben 3.035 Documenti di Regolarità Contributiva (DURC) rispetto ai 2.854 del 2009.
Questo sta a significare che nonostante l’andamento del settore sia in calo, i controlli diventano sempre più efficaci. Come abbiamo sottolineato negli scorsi anni il DURC è un documento fondamentale per il contrasto del lavoro irregolare e della concorrenza sleale alle nostre imprese.

MERCATO IMMOBILIARE PROVINCIALE E PREVISIONI
Il mercato immobiliare nel corso del 2010 ha mostrato una certa stazionarietà rispetto al 2009 con andamento in leggera crescita se accanto alle nuove costruzioni si conteggiano anche quelle usate. Il centro studi di Tecnocasa indica, infatti, +3,8% dei passaggi di proprietà nella Provincia nel corso del 2010.
Nonostante la rigidità del mercato, i prezzi delle case nuove non hanno subito oscillazioni rilevanti.
Per il 2011 non si hanno segnali di un cambiamento della tendenza e pertanto le ipotesi di una ripresa del mercato si devono rinviare eventualmente al medio periodo.
Il mercato immobiliare, inoltre, è fortemente influenzato dal comportamento degli Istituti di credito nel concedere i mutui. Dopo la stretta del 2009, nel 2010 ci sono stati segnali di una ripresa, seppur limitata, nella concessione di finanziamenti. La speranza è che possa continuare nel 2011 anche se il recente aumento dei tassi non è sicuramente di buon auspicio.
E non si può terminare questo cenno sull’andamento del mercato immobiliare senza richiamare fortemente l’attenzione delle banche a non far mancare il credito non solo alle imprese, ma anche ai cittadini.

APPALTI PUBBLICI
Nel corso del 2010 le gare di appalto aggiudicate sono state n.134 per un importo complessivo di circa 84 milioni di euro, in calo rispetto ai 233 milioni del 2010.
Il peso delle imprese extraregionali che si sono aggiudicate gare nel nostro territorio è stato per il 2009 del 19%, mentre nel 2010 del 39,5%.
Nel 2010 il peso delle imprese regionali si attesta al 28%, mentre le imprese della nostra Provincia che si sono aggiudicate le gare sono il 32%. Nel 2010 il ribasso medio degli affidamenti nella nostra Provincia è stato del 14,5% (invariato rispetto al 2009).
Analizzando il dato del ribasso medio degli affidamenti per provenienza dell’impresa, nel 2010 il ribasso per le imprese extra regione si attesta al 13,9%, mentre quello delle imprese in Regione è del 14,8%. Come si vede ricorrere alle imprese extraregionali non è sempre sinonimo di risparmio.
(fonte: Sitar)

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