lunedì 17 dicembre 2018
In foto: Domani alle 16 il Museo Gualtieri “Lo Splendore del reale” di Talamello propone l'incontro con l'Autore Mario Pinzi che presenterà il suo libro "Il gioco della morte" che trae il nome da una delle opere del maestro Gualtieri.
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ven 3 giu 2011 12:56 ~ ultimo agg. 00:00
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La presentazione dell’autore e del libro:

Uno scrittore insolito e appassionante, Pinzi, che ci fa rimanere in tensione, fremere e pensare con i suoi thriller psicologici, presenterà “Il gioco della morte”, accompagnato da un attore, che, dal libro leggerà qualche passo pieno di mistero. Una storia ambientata nell’intricato e spietato mondo fittizio dell’alta finanza, contrapposta a vere ed intense storie d’amore e d’amicizia.
Il corposo volume è scritto con uno stile naturale, sciolto, accattivante che da vita ad un percorso psicologico e ad una suspense, foriera di inaspettate sorprese e colpi di scena; mai stanco. Un’opera che ti coinvolge dal primo all’ultimo carattere; tant’è che all’ultima riga ti accorgi che ti dispiace che sia finito. Un testo che fa riflettere.
L’autore ha scelto per due dei suoi libri, i titoli di altrettanti magnifici dipinti del Maestro Gualtieri:
“Il gioco della morte” esposto a Talamello (il grande quadro – 112 x 144 cm. – con il tavolo da gioco “vivente”, sul quale è posta una pantera ferita a morte e sullo sfondo uno scheletro dal ghigno malvagio) e “Lacrime di cristallo” esposto in Francia nel Museo di Longwy.
Perché questo accostamento con l’arte di Gualtieri?
Mario Pinzi è il cugino di primo grado di Fernando Gualtieri. Entrambi hanno trascorso l’infanzia a Viserba. Mario era piccolo quando Fernando è partito per la Francia, dove scoprì la sua vocazione di pittore. All’epoca nessuno dei due conosceva il proprio destino, l’uno di pittore e l’altro di scrittore. Mario successivamente si trasferisce a Bologna dove, divenuto giornalista, dirige un’importante agenzia di comunicazione. Il suo mestiere non gli permette di scrivere tanto quanto desidererebbe, ma solo i fine settimana e le notti sono riservate alla scrittura. Anche se i due cugini hanno lasciato da molto tempo Viserba, il paese della loro infanzia, ne sono rimasti molto attaccati, affezionati. Mario ama raccontare com’era affascinato dal cugino Fernando per le sue conquiste femminili. Lo chiamava Casanova! I genitori dello scrittore possedevano a Viserba due cinema. I primi films polizieschi, i gialli di Hitchkock… hanno probabilmente potuto influenzare silenziosamente, l’inconscio del bambino prima e del ragazzo poi; suggestioni che tanti anni dopo, sono esplose in questo dono particolare.
La professione di Mario, il suo carattere sensibile, estroverso, attirano simpatia.
E’ sempre alla ricerca di intrighi umani insoliti, di storie quotidiane da trasformare e ci confida: “ Si muore solo quando si muore nel cuore degli altri.”

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