sabato 23 febbraio 2019
In foto: "Voglio parlare a tutto il popolo americano: non abbiamo tempo per queste stupidaggini. Ho tante cose migliori da fare, ci sono problemi da affrontare e tante sfide da vincere come Paese".
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mer 27 apr 2011 16:27 ~ ultimo agg. 00:00
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Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dopo la diffusione da parte della Casa bianca del suo certificato di nascita nella versione lunga, così come richiesto da anni dai cosiddetti ‘birthers’, il movimento di chi pensa che sia nato in Kenya e non alle Hawaii. Nel suo breve intervento alla stampa, Obama ha ricordato che ormai da anni si parla di questo tema. “Pensavo di avere già chiarito ai tempi della campagna elettorale, nel 2008, pubblicando l’estratto del mio certificato. Tuttavia – ha concluso Obama – ho visto che nelle ultime settimane questo era diventato il tema di maggior rilievo. Così ho fornito informazioni aggiuntive sul fatto che sono nato a Honolulu, il 4 agosto 1961”.

In questo modo, il presidente cerca di rispondere, chissà se in mondo definitivo, al cosiddetto movimento dei ‘birthers’, formato da chi ormai da anni pensa che sia nato in Kenya e non alle isole Hawaii, e che pertanto non sia legittimato a essere presidente degli Stati Uniti, visto che il secondo articolo della Costituzione prevede esplicitamente la nascita nel territorio americano come requisito essenziale per essere eletto.

Durante la campagna elettorale, nel 2008, Barack Obama già pubblicò sul suo sito l’estratto di quel certificato, in cui era leggibile in modo chiaro che era nato il 4 agosto 1961 a Honolulu. Ma in tutti questi mesi, i ‘birthers’ hanno sempre ripetuto che a loro giudizio quel certificato fosse falso. Si tratta di una tesi portata avanti in modo ossessivo solo da una parte dell’establishment repubblicano, e di fatto ripudiata dai vertici del partito. Sembrava una polemica ormai superata dai fatti, ma nelle ultime settimane è stato il miliardario Donald Trump a rimetterla al centro del dibattito politico.

Oggi, la mossa di Obama che dovrebbe sciogliere ogni residuo sospetto. Tra qualche minuto dovrebbe mostrare la fotocopia della pagina del registro anagrafico di Honolulu, un documento che era stato conservato finora dagli uffici di Honolulu e che poteva essere consultato solo con il consenso del diretto interessato. (ANSA)

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