giovedì 13 dicembre 2018
In foto: Il presidente Rino Zangheri: "quest'anno abbiamo deciso di puntare sugli americani". Il capitano, Filippo Crociati: "Pronostici per la stagione? Abbiamo tutti intenzione di vincere". La serata sarà trasmessa su Icaro Sport (canale 211) venerdì alle ore 21.
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mer 30 mar 2011 09:53 ~ ultimo agg. 00:00
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Profumo di diamanti alla conviviale di marzo del Panathlon Club Rimini, svoltasi ieri sera nella
consueta cornice dell’Hotel Clarion Admiral Palace. Profumo di diamanti e quindi di baseball,
con la stagione di Italian Baseball League che comincerà a metà aprile e con la Telemarket Rimini
pronta come sempre a rappresentare la Romagna nel massimo campionato – si legge in una nota del Panathlon Club Rimini -. Proprio la squadra della
città è stata la grande protagonista di una serata dal titolo “La Telemarket Rimini, un patrimonio dello sport riminese ed italiano”.

Presenti il presidente Rino Zangheri, il manager Larry Olenberger, il pitching coach Chris
Catanoso, i giocatori Mario Chiarini e Filippo Crociati, più una rappresentanza della dirigenza. Per tutti grande entusiasmo per una regular season alle porte e il racconto di ambizioni e progetti.

La discussione non poteva che partire dal presidente Rino Zangheri. «Nella nostra storia siamo sempre stati al vertice – racconta il numero uno dei Pirati -. Abbiamo vinto scudetti, Coppa Italia, Coppe Campioni e andiamo avanti su questa linea. Peccato che da 7-8 anni si sia verificata una flessione del pubblico allo stadio, ma su questo ci si può far poco, è un problema che riguarda tutti gli sport minori ed è causato dal calcio in tutte le sue forme, dal fatto che la tv lo proponga in continuazione a tutte le ore e su tutti i canali. Bisognerebbe andare in America, là sì che la gente segue. Sul campo? Da tre anni le cose non vanno e direi che abbiamo sbagliato forse noi dirigenti a fidarci di allenatori fatti in casa che non hanno saputo tenere in mano lo spogliatoio. Quest’anno abbiamo un allenatore americano, vediamo come andrà».

Parola quindi proprio a Larry Olenberger. «Onorato e contento di essere qui. Da parte dei genitori
sono italiano di Lucca, poi anche mio figlio Kasey ha giocato in Italia. Sono qui solo da poche
settimane e all’inizio mi sono trovato un po’ spaesato, ma con l’aiuto della società, degli allenatori e del presidente tutto si sta mettendo a posto. Non so ancora molto del baseball italiano ma mio figlio me ne ha parlato e comunque posso esprimermi per quanto riguarda la mia squadra: sono contento di come stiamo affrontando gli allenamenti».

«Conosco Larry da un po’ di anni – dice Chris Catanoso –, ancora meglio da quando Kasey ha
giocato a Parma e nello staff tecnico c’ero anch’io. Lui è uno della vecchia scuola, si lavora bene».

Ma cos’è questa “vecchia scuola”? «La differenza principale la fanno i giocatori – dice Olenberger
-. Quando ho iniziato a giocare io, il baseball era diverso e sicuramente gli atleti di oggi sono
migliori, più alti, grossi e veloci. Ho avuto la fortuna di potermi adattare a tutti questi tipi di
giocatori, ma quello che posso dire, a riguardo di “vecchia” e “nuova” scuola, è che io quando
comincio l’allenamento voglio che si pensi solo al baseball: quando i ragazzi arrivano al campo non
è che non si possano divertire, ma si parla di baseball».

Presenti alla serata anche il capitano Filippo Crociati e Mario Chiarini. «Siamo a qui a imparare dal nuovo allenatore – dice Crociati -, un pozzo di informazioni sul baseball e con grande capacità di saperle trasmettere agli altri. Questo mi ha colpito tantissimo. Pronostici per la stagione? Abbiamo tutti intenzione di vincere».

«Capitano? Magari quando smetterà Filippo lo farò per “vecchiaia” – risponde Chiarini -. Per me è
stato naturale iniziare con questo sport e poi non ho più smesso. Ho partecipato a Olimpiadi, grandi
tornei, tutti dei gran bei ricordi».

«Era l’estate del ’72 – riprende la parola Zangheri – e si giocava a baseball al Romeo
Neri. Sono andato a vedere sono rimasto affascinato da questo strano sport con mazze e
guantoni. “Inquadriamo questo gruppo”, mi sono detto: il primo anno sono entrato come vicepresidente e ho voluto portarci la mia esperienza lavorativa. Abbiamo vinto presto lo scudetto, poi siamo andati avanti su una buona strada. Quest’anno penso che avremo buoni risultati. Mollare? Quasi tutti gli anni ci penso, ma poi sono ancora qua. E in ogni caso, morto un papa se ne farà un altro».

Difficile. Cosa chiede Rino Zangheri al futuro sindaco? «Che parli con tutte le società e abbia
rapporti non solo politici ma anche umani».

E il nuovo orario di inizio anticipato delle partite di campionato? Non rischia di essere un
boomerang? «Proviamo a vedere come funziona e se ci sarà pubblico, poi valuteremo, non è detto
che non si possa tornare presto indietro».

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