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Il Meeting apre col ricordo di don Ugolini. L’omelia del vescovo

Rimini

22 agosto 2010, 20:17

in foto: Con la Messa celebrata dal Vescovo di Rimini, monsignor Lambiasi, si è aperto oggi alla fiera di Rimini il 31° Meeting per l'Amicizia tra i Popoli, dal titolo "Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore".

E il vescovo Lambiasi nell’omelia ha ripreso proprio il titolo del Meeting ricordando che Dio è padre, ma che il suo cuore è anche quello di una madre. “Il nostro cuore, infatti” – ha detto – è pieno di una felicità straripante, capolavoro della sua arte creatrice: il cuore è per natura fatto per desiderare cose grandi, in esso è racchiusa la nostalgia per una patria perduta”.
Il cuore dell’uomo moderno oggi soffre di una grave patologia: il narcisismo, la quale tende ad illuderlo, facendogli credere che alla felicità si giunge da soli, senza Dio e senza gli altri: “Questa è la grande menzogna, perché la natura dell’uomo è apertura ad altro da sé, la vita terrena è fatta per mangiare assieme”.
“Quando Gesù parlava nella piazza, nasceva in chi lo ascoltava il desiderio di incontrarlo; la fede è desiderio di una presenza eccezionale”. Solo abbandonandoci alla Presenza che la fede ci ha donato, la promessa si compirà: “la grande Presenza è la grande promessa”.
Alla domanda: “Sono pochi quelli che si salveranno?”, Gesù rispose non indicando il numero, ma indicando come ci si salva. “Passare per la porta stretta – ha proseguito il vescovo – significa passare per la porta fatta con il legno della croce, indicandoci così la misura del Dio fatto bambino, che non è superbo, non gonfio di sé, non è arrabbiato, né amareggiato”.
Il regno di Dio è un dono, ha ricordato monsignor Lambiasi, e come tale non va meritato ma accolto: “Dio riconosce solo coloro che riflettono, in qualche modo, Suo figlio: in questo modo il cuore rimane semplice. Imparare a pregare è imparare a desiderare e quindi a vivere – ha concluso il vescovo – la dimensione più autentica dell’uomo è la preghiera.

Introducendo la celebrazione, il presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli Emilia Guarnieri ha ruicordato don Giancarlo Ugolini, sacerdote riminese scomparso l’anno scorso. Don Giancarlo nel 1980 fu nel gruppo di amici che diede avvio al Meeting.
“Mi colpì moltissimo una volta”, ha ricordato la Guarnieri: “quando mi disse di ricordarci sempre che il Meeting non è nostro”. Don Giancarlo, ha proseguito la presidente del Meeting, era un uomo che amava la vita fino in fondo, pieno di passione per ogni aspetto dell’umano e aperto sempre ad avviare un dialogo con posizioni culturali diverse.
La Guarnieri ha poi letto il messaggio augurale del Papa.

(fonte wwww.meetingrimini.org)

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