lunedì 21 gennaio 2019
In foto: Tengono ancora banco in questi giorni le polemiche intorno al settore alberghiero locale. Quella sull'evasione fiscale, e sulle tendenze giustificazioniste legate alla crisi, e quella sullo sfruttamento del lavoro.
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ven 13 ago 2010 09:42 ~ ultimo agg. 00:00
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Questioni che il sindacato FILCAMS CGIL di Rimini ha rimarcato con una nota stampa. Dall’Associazione Albergatori, invece, un chiarimento: non si vuole legittimare l’illegalità, ma chiedere condizioni più eque.

“Leggiamo in queste giornate che stare fuori dalle regole appare meno grave se non giustificabile se ci si trova in un periodo di crisi o in piena stagione – scrive la Filcams in una nota firmata dal segretario provinciale Mauro Rossi – Un reato è un reato, senza se e senza ma. Come si può combattere una battaglia contro l’illegalità se chi dovrebbe non sottolinea che chi non sta nelle regole danneggia in primo luogo chi ci sta?”.
Nessuna legittimazione, ribadiscono gli albergatori. Ma la richiesta di premesse diverse. “Non è con strumenti di paura o repressione che andiamo a eliminare un fenomeno che assolutamente non possiamo legittimare –
spiega Patrizia Rinaldis, presidente dell’AIA di Rimini – e noi l’evasione, come associazione, la combattiamo. L’importante, e questo sarà un impegnmo della nostra associazione, sarà mettersi a un tavolo insieme al fisco, all’Ufficio delle Entrate, con documenti che dimostrino quale è la vera reddditività e quella che é l’incidenza dei costi soprattutto per le imprese stagionali. Assolutamente no al ricorso a certi sistemi, ma neanche essere subissati da pressioni fiscali come quelle attuali”.

Quanto agli schiavi della Riviera, i lavoratori sfruttati, le tante testimonianze di soprusi sul lavoro e spesso sulla persona raccolte dalla FILCAMS e da altre associazioni, si legge, evidenziano una degenerazione dei comportamenti, anche grazie alla eccessiva tolleranza che a livello locale, spesso per vari interessi campanilistici o altro, ha prevalso. Neanche qui, dalla categoria, ci sono giustificazioni: spesso sono albergatori non professionisti che macchiano un intero settore.
“Non posso assolutamente difendere chi si comporta in questo modo – ribadisce la Rinaldis – chi lavora ha il diritto a essere retribuito e soprattutto a vivere dimensioni umane sul posto di lavoro. Non dimentichiamoci, invece, che la nostra stagione ha una flessibilità in alcuni casi molto ballerina. In alcuni giorni non ci sono persone, in altri invece abbiamo dei picchi, soprattutto nei week end. La stagionalità avrebbe bisogno di leggi, regole e pressioni fatte ad hoc per le aziende piccole e stagionali”.

(Newsrimini.it)

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