giovedì 17 gennaio 2019
In foto: Dopo un mese di indagini la Squadra Mobile di Rimini ha arrestato i responsabili della rapina in casa a Viserba del 10 febbraio scorso ai danni di una donna di 71 anni. In manette sono finiti un ucraino e un italiano, di 20 anni. quest'ultimo vecchia conoscenza della famiglia della vittima.
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mer 10 mar 2010 15:39 ~ ultimo agg. 00:00
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Quando arrivarono sul posto, la notte del 10 febbraio scorso, gli agenti della Squadra Mobile trovarono la signora di 71 anni con ancora il segno della pistola che i malviventi le avevano puntato alla tempia.
Ancora sotto schoc, ma lucida, aveva raccontato cosa era successo. Grazie alla perizia degli investigatori di Rimini, che hanno collaborato con la polizia scientifica di Bologna, ma anche grazie ai particolari raccontati dalla vittima, tutti i pezzi del puzzle sono stati ricomposti.
Due malviventi avevano bussato alla porta di casa sua, in via Mazzini a Viserba e lei, pensando fosse il nipote, quando al citofono si è sentita dire ‘sono io’, ha pensato subito a lui. Invece Alessandro Giannone leccese di 20 anni, e Oleksandr Dudnyk ucraino, anche lui 20 enne, sono entrati in casa con la faccia coperta da calze nere e, con le cattive, si sono fatti portare alla cassaforte. Rubarono circa 20.000 euro di gioielli, il cellulare e se ne andarono intimandole di non muoversi, ‘per almeno tre minuti’.
Giannone, il più intraprendente, teneva ferma la donna, mentre l’altro rovistava in armadi e cassetti. É stato Dudnik a lasciare la sua ‘firma’ sul luogo del reato. Le sue impronte digitali su un portagioie, recuperate dalla scientifica, sono state confrontate con quelle che, nel 2007, aveva lasciato in Questura per il permesso di soggiorno.
Altra mossa sbagliata, è stata vendere circa 4.000 euro di gioielli rubati ad un negozio di compravendita di oro di Rimini. Le intercettazioni telefoniche e gli appostamenti hanno fatto il resto. In casa di Giannone, nell’armadio, c’era la pistola scacciacani ‘modificata’ utilizzata per la rapina.
Ma il colpo di scena è emerso dall’interrogatorio alla nipote della vittima. Ha detto di aver avuto una relazione, nel 2005, con il fratello di giannone, estraneo alla vicenda, dopo la fine della quale, Alessandro, all’epoca dei fatti minorenne, aveva incendiato la macchina della madre di lei. Le manette per rapina aggravata in concorso e porto di armi atte ad offendere sono scattate ieri notte a Viserba in via Lamarmora, domicilio di Giannone, a tre minuti dalla casa rapinata.

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