giovedì 13 dicembre 2018
In foto: In seguito all'approvazione della relazione finale sulle cure prestate a Cucchi, la senatrice del Pd Albertina Soliani sollecita il cambiamento nella gestione della sanità nelle carceri.
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mer 17 mar 2010 16:49 ~ ultimo agg. 00:00
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‘Alla fine dell’inchiesta – spiega la Soliani in una nota diffusa dopo l’approvazione della relazione da parte della Commissione d’inchiesta sull’efficienza e l’efficacia del Servizio sanitario nazionale – si restituisce dignità alla morte di Stefano Cucchi: probabilmente ha subito lesioni inferte di recente, ha opposto rifiuto all’alimentazione e alle cure chiedendo di vedere l’avvocato, un familiare, un assistente del Ceis senza alcun risultato. Il giorno precedente il decesso la situazione era grave ma non sono state assunte iniziative adeguate. Stefano Cucchi è morto per arresto cardiocircolatorio a seguito di disidratazione’.
‘La sanità in carcere – continua la senatrice del Pd – ha bisogno di non essere subalterna alle logiche dell’amministrazione penitenziaria. Il cittadino Stefano Cucchi aveva diritto all’attenzione e alle cure più appropriate. Bisogna partire da qui per dare attuazione alle norme che prevedono la piena tutela del diritto alla salute per chi è in condizioni di restrizione personale. La storia di Stefano Cucchi – conclude Soliani – ci impegna ad agire perché cambino mentalità e comportamenti affinché quello che è accaduto non si ripeta mai più’.

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