La Cocif lascia il calcio. Il Rimini non si iscriverà al prossimo campionato

Rimini Sport

3 marzo 2010, 16:58

in foto: Lo ha detto il portavoce della Cocif, avv. Giovanni Boldrini. "Se non ci sono acquirenti si chiude. La Cocif non farà però fallire la Rimini Calcio" ha aggiunto. La conferenza stampa, trasmessa in diretta su radio Icaro, sarà proposta su èTV questa sera alle 23,20.

Nella sala stampa del “Romeo Neri” alle 17 arriva l’avvocato Giovanni Boldrini, portavoce della Rimini Calcio: “Premetto che sono qui in rappresentanza della Cocif più che della Rimini Calcio, Cocif di cui sono legale di fiducia.
La Cocif è una società cooperativa con circa 400 soci lavoratori. Già nella passata stagione sportiva Cocif aveva manifestato in modo chiaro l’intendimento di abbandonare il calcio in mancanza di concreti aiuti da parte dell’imprenditoria locale e delle forze economiche cittadine.
Nonostante la retrocessione avesse comportato oneri ancora maggiori, la Cocif ha deciso di rimanere. Da quando ha acquistato la società dal fallimento nel ’94 la Cocif non ha chiesto niente. Anzi, aveva chiesto lo stadio. Del resto se le istituzioni non sono riuscite a mettere a disposizione un campo di allenamento, figuriamoci uno stadio.

Vediamo continuamente pubblicizzata l’iniziativa “RiminiXLoSport” a sostegno dello sport cittadino. Vogliamo chiarire che dalle risorse che il Comune ha ottenuto con questa iniziativa alla Cocif non è arrivato un euro. E non si dica che si aiutano le società sportive che operano nel sociale perché anche la Rimini Calcio gestisce un settore giovanile, che per darvi un’idea costa forse più di un campionato di basket di Legadue. Con la differenza che al Basket Rimini i soldi sono arrivati e presumibilmente continueranno ad arrivare.
La Cocif non ha mai chiesto nulla perché i suoi brillanti risultati economici consentivano di avere riserve che gli hanno consentito di affrontare la crisi economica senza problemi gravi. Non è però pensabile che la Cocif vada ad intaccare le notevoli risorse di cui dispone per il calcio. Degli amministratori che lo facessero avrebbero comportamenti poco corretti e si assumerebbero gravi responsabilità.

Da tutto questo nasce la decisione della Cocif di lasciare il calcio. Ed è pacifico che la società non si iscriverà al prossimo campionato.

C’è ancora una possibilità: che qualcuno si presenti a rilevare la società.
A scanso di equivoci, voglio anche sottolineare che gli eventuali acquirenti, anche se sono perplesso sul fatto che ne esistano, devono essere persone serie. Cocif l’ultima cosa che farà sarà consegnare la società in mano a gente che non ha capacità e possibilità di portare avanti il Rimini.
Ho avuto anche mandato dalla Cocif di condurre eventuali trattative. Quindi gli eventuali interessati potranno rivolgersi a me. Fermo restando che se non hanno le carte in regola è inutile che si presentino.

Di sicuro con me una trattativa tipo Riviera Solare non la fanno.

Il presidente Benedettini e il direttore generale di Cocif, Cataldo, mi hanno detto espressamente che non intendono rilasciare interviste o fare dichiarazioni in merito.

E’ evidente che è una situazione pesante. E’ anche evidente che prevedendo la domanda spontanea di qualcuno di voi si può obiettare “perché questa decisione in questo momento?” Però è anche vero che questo è un aspetto double-face perché è difficile coniugare una decisione di questo tipo con altri aspetti.
Questa cosa può destabilizzare. Ma se io dicessi solo il 30 maggio che non iscriverò più la squadra qualcuno potrebbe dire che lo si sarebbe potuto dire prima.
A torto o a ragione sono stati calcolati i pro e i contro e si è arrivato a decidere che il momento giusto sia adesso.

Tutti sbandieramo il fatto che i giocatori sono dei professionisti. I giocatori non sono nella situazione in cui si sa che la società chiuderà i battenti, per cui pensino di rischiare di giocare per 3-4 mesi senza ricevere i soldi e poi chi si è visto si è visto. Qui i giocatori possono stare tranquilli: avranno gli stipendi fino alla fine. Così come coloro che hanno rapporti con la Rimini Calcio.

Capisto che è una situazione traumatica. Però capisco anche che era lì lì per arrivare. Che ormai la strada fosse incanalata verso questa situazione credo che tutti l’avessimo capito.

La contestazione dei tifosi non ha accelerato niente. Questa è una decisione della cooperativa. Nè di Benedettini nè di Cataldo. Della cooperativa.

La Cocif per 14 anni non ha mai chiesto niente e niente gli è mai stato dato. Se anche avesse chiesto probabilmente non avrebbe ottenuto nulla.
La società ha in generale con i suoi tesserati contratti che durano come la stagione sportiva.
C’è un aspetto etico per l’eventuale cessione: non è che perché mi voglio togliere la società la dò a qualcuno che possa creare danni ai terzi.

Quanto costa il Rimini? E’ un discorso troppo semplicistico. Le società si vendono sulla base dei valori di bilancio: dei debiti e dei crediti che ci sono. Non si può fare un prezzo.

Se non ci sono acquirenti si chiude.

La Cocif non farà fallire la Rimini Calcio.

La cessione del titolo sportivo è prevista solo dalle situazioni fallimentari. Non è questo il caso.

I giocatori li dovrei cedere prima, perché in caso di mancata iscrizione al campionato possono fare quello che vogliono, non hanno vincoli con la società.

Io credo che la mancata collaborazione delle istituzioni abbia avuto il suo peso, non so quanto rilevante.

Per quanto riguarda il discorso del titolo sportivo, al contrario di quanto avviene in altri sport, nei quali è possibile vendere il titolo sportivo, nel calcio non è possibile.
Non è un gran rischio. La D è categoria Dilettanti, che può accettare chiunque. In base al bacino, ai meriti sportivi…

Giorgio Ceccherini, team manager del Rimini, interviene sulla scadenza per l’iscrizione della squadra al campionato: “Per la Lega Pro l’ultima proroga è al 10 luglio. Per la D si può fare anche dopo”.

Riprende la parola l’avvocato Giovanni Boldrini: “Per quello che so è una decisione irrevocabile.
Se la squadra dovesse andare in serie B? Credo che a quel punto sarebbe più facile trovare un acquirente.

Non c’è acredine verso il basket. Il ragionamento è nel trattamento diverso riservato a due società professionistiche che non ha motivazione.

Sia l’anno scorso che negli altri anni ci sono stati ripetuti contatti tra i dirigenti Cocif e l’amministrazione. Incontri che non hanno portato a nulla.

Questa decisione della Cocif penso che il sindaco la apprenderà dalla stampa.
I giocatori ed lo staff tecnico sono invece stati già informati”.

(nella foto Bove, l’avvocato Giovanni Boldrini durante l’incontro con la stampa di oggi pomeriggio)

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