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Inchiesta su ex scuola occupata, parla il Paz: nessun danno erariale

Rimini

5 marzo 2010, 09:23

in foto: L'occupazione della scuola di via Montevecchio non ha causato nessun danno erariale alla città nè si è trattato di uso privatistico di strutture comunali:

lo afferma, dopo la notizia della chiusura dell’inchiesta da parte della Digos di Rimini, il Laboratorio Paz, annunciando a breve un resoconto sulla vicenda in questione. Dagli attivisti, l’accusa di una rilettura di parte dell’esperienza dell’occupazione.

(nella foto Bove, il giorno dello sgombero nel giugno 2008)

Il comunicato del Paz:

L’inchiesta che parte dalla Digos di Rimini ed è coordinata dal procuratore Giovagnoli, trasferitosi da Bologna a Rimini, si iscrive pienamente dentro un percorso che pare – evidentemente – voler legittimare le posizioni e l’esposto del vicino di casa del Paz, condannato, con pateggiamento, ad una pena di due anni per il fallito attentato di forza nuova nel settembre del 2007.
Fra gli indagati, il Sindaco di Rimini ed alcuni assessori, due vigili e il dirigente dell’ufficio anagrafe che hanno rilasciato la residenza ad un attivista del Paz, per il quale lo spazio sociale aveva attivato un percorso di reinserimento sociale e naturalmente alcuni attivisti e attiviste.
Quello che appare evidente, dalla lettura del fascicolo e dei quotidiani locali, è il tentativo di una rilettura dell’esperienza del Laboratorio Sociale Paz, in chiave repressiva/punitiva ma soprattutto politica, quasi a voler legittimare il ruolo che Forza nuova ebbe nella vicenda dello sgombero, con l’attentato del settembre del 2007. Ricordiamo inoltre che proprio a ridosso del nuovo anno è apparsa una scritta intimidatoria contro l’ass. No Border Rimini nata dentro il percorso del Laboratorio Sociale Paz, questo dimostra che la minaccia di questi episodi e gruppi è ancora presente nel territorio.
Ci sono, inoltre, alcune questioni che rientrano dentro l’attualità delle discussioni e riflessioni interne ai movimenti e agli spazi sociali, che passano dall’attacco ai diritti più generali, alle reatà autorganizzate e cooperative, fino alle questioni di accesso al welfare e alla discriminazioni.
Primo fra tutte la questione residenza, messa duramente sotto attacco dal pacchetto sicurezza: la residenza è oramai un parametro di esclusione all’accesso al welfare sociale, chi ne è escluso è invisibile. La residenza è un diritto non un privilegio.
Nell’espereinza del Paz non c’è stato nessun danno all’erario ne alla città, nessun uso privatistico della struttura comunale ma recupero e riutilizzo di una struttura fatiscente, oltre alle molteplici attività pubbliche e sociali per tutta la cittadinanza che si sono declinate dentro tante tematiche: cultura, immigrazione, ambiente, beni comuni…
Nei prossimi giorni gli e le attiviste del Paz presenteranno un report di rendicontazione economica e riepilogativa di tutte le attività realizzate, dei progetti e degli obiettivi raggiunti attraverso una’attività di cooperazione sociale a difesa del comune, della libertà e dell’indipendenza. Operazione verità…

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