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SCM. I sindacati, dopo l’ultimo incontro, si preparano a nuovi presidi

EconomiaProvincia

10 luglio 2009, 14:11

in foto: Gli esuberi strutturali sono 530 (e non 400) e la Cig a rotazione non è fattibile. Mentre la Scm diffonde il testo del piano industriale, i sindacati fanno il punto dopo l'incontro di mercoledì con la società e preparano una serie di presidi di protesta.

La nota stampa della Fiom Cgil

Si è svolto, lo scorso 8 Luglio c/o Unindustria di Rimini, l’incontro con la Direzione Aziendale di SCM Group per fare il punto della situazione anche in funzione di un ulteriore ricorso, per 13 settimane, alla CIG Ordinaria negli stabilimenti del gruppo (compreso Busellato).

L’Azienda, rappresentata dall’Ing. MONETINI e dal Dott. MARCANTONIO, ha ritenuto utile aggiornare la situazione relativa all’andamento del mercato ma anche quella relativa al Piano Industriale che riguarda le aziende che operano nelle macchine per legno. In sintesi l’azienda ha confermato il permanere di una pesante situazione di calo del mercato e degli ordini che è causa e motivo della richiesta di prosecuzione nell’uso della CIG ordinaria per abbattere la capacità produttiva, ma ha anche aggiornato il Piano industriale comunicandoci che, rispetto alle stime di qualche mese fa è aumentato quello che l’azienda ha definito esubero strutturale: dalla stima di 400 oggi siamo ad una stima di 530 posti di lavoro in meno (senza Busellato).
L’azienda ha quindi dichiarato che occorre passare rapidamente all’utilizzo della CIG Straordinaria che, secondo la sua stime, dovrebbe prevedere almeno 420 sospesi a zero ore nonché alcune centinaia a riduzione d’orario, nei diversi stabilimenti (sempre senza Busellato).

Il Coordinamento Sindacale si era riunito in mattinata, aveva discusso del Piano industriale assumendo un documento di giudizio complessivo comprensivo di valutazioni e proposte sul Piano stesso. Di fronte alla esposizione dell’azienda. la delegazione sindacale ha, in modo sintetico, richiamato tali valutazioni riconoscendo ragioni ma anche dichiarando di non condividere alcune scelte del Piano stesso che hanno conseguenze pesanti in materia di assetti degli stabilimenti e di riduzione dell’occupazione. A maggior ragione, sulla scorta cioè di una dichiarata volontà sviluppare un approfondito confronto di merito sul Piano industriale, il Coordinamento ha altresì ribadito (cosa che già era avvenuta nel precedente incontro) la propria disponibilità a discutere di altri ammortizzatori sociali che non siano la CIG Ordinaria. Per il Coordinamento tale percorso poteva avviarsi se, da un lato, si intravedevano segnali di abbandono della unilateralità che l’azienda sta praticando per quanto riguarda la riorganizzazione e se, dall’altro lato, fossero giunte risposte e atteggiamenti nuovi sul modo con cui l’azienda ha gestito le ultime 13 settimane di la CIG ordinaria. Un approccio fondato su criteri trasparenti e non discriminatori
per la gestione delle sospensioni ( a partire da quello dei carichi familiari)
per la gestione delle rotazioni professionalmente possibili
per l’integrazione dei trattamenti di CIG a partire dalla maturazione dei ratei indiretti.
L’azienda non ha fatto alcuno sforzo per modificare la propria posizione per cui è stato impossibile raggiungere un accordo sull’utilizzo della CIG ordinaria (compreso Busellato in cui aumenterà il numero di coloro che sono sospesi a zero ore)

A fronte di ciò il Coordinamento ha comunicato all’azienda che continuerà nella denuncia delle irregolarità e delle ingiustizie viste, che invierà all’azienda copia del documento contenente le osservazioni sul Piano industriale, che richiederà l’attivazione di un tavolo di confronto alla Regione Emilia Romagna così come previsto dall’Accordo interconfederale firmato l’8 maggio scorso. A sostegno di tali iniziative, il Coordinamento ha deciso di attivare, secondo forme che saranno discusse nei diversi stabilimenti, forme di PRESIDIO degli impianti degli stabilimenti.

Il Coordinamento Gruppo SCM
FIM FIOM UILM

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