venerdì 18 gennaio 2019
In foto: Campagne promozionali, spot, investimenti. E poi arrivano in prima pagina episodi che rischiano di mettere in crisi il rapporto della Riviera coi suoi ospiti. La repressione dell'abusivismo è sempre stato un terreno delicato, assai prima della "picconata" di Biagini.
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gio 16 lug 2009 10:03 ~ ultimo agg. 00:00
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Il 13 agosto del 2005, una turista di Parma venne multata di 3.300 euro per avere comprato occhiali con marchio contraffatto. Apriti cielo: proteste, ricorsi alla prefettura, proposte di soggiorni gratis per l’incauta compratrice. Nell’ottobre dello stesso anno, la multa fu ridotta da 3.000 a 150 euro, con buona pace di tutti.
L’anno scorso, invece, sulla ribalta finì il segretario nazionale della FIOM CGIL, Giorgio Cremaschi, che dalle colonne del Quotidiano Liberazione invitava a boicottare la spiaggia di Rimini contro i presunti maltrattamenti nei confronti di venditori senegalesi. Riapriti cielo. Ma in tema di uscite improvvide per la Riviera, nessuna, nell’ultimo decennio, ha ancora superato quella del sottosegretario leghista Stefano Stefani, che nell’estate 2003 pensò bene di uscire sulla Padania definendo i tedeschi “biondi stereotipati ubriachi di tronfie certezze che invadono rumorosamente le nostre spiagge”. Putiferio internazionale con l’allora cancelliere Schroeder che, offeso, annullò le vacanze nel pesarese. L’attività diplomatica riparatrice fu intensa, ma efficace e la vicenda finì a tarallucci e birra. Mentre Stefani si dimetteva, l’amicizia italo tedesca veniva sancita con una festa (nella foto Bove) che Rimini ancora ricorda.
(Newsrimini.it)

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