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In foto: Il portavoce della Cei, monsignor Domenico Pompili, ha ribadito oggi al 'Sir' che sull'immigrazione la posizione dei vescovi italiani non cambia.
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ven 3 lug 2009 17:13 ~ ultimo agg. 00:00
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Come avevano già affermato i presuli nel comunicato finale dell’Assemblea di maggio – spiega – una risposta dettata dalle “sole esigenze di ordine pubblico” è “insufficiente”., anche se la sicurezza e la legalità vanno garantiti, come il diritto ad emigrare e il rispetto per la dignità di ogni vita umana.
“Sulla questione dell’immigrazione – dichiara Pompili, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei – vale anche oggi, cioé all’indomani dell’approvazione da parte del
Senato del ddl sicurezza, quanto affermato nel comunicato finale dell’ultima assemblea generale della Cei tenutasi lo scorso mese di maggio”.
In quella occasione, aggiunge il portavoce Cei, i
vescovi “hanno concordato sul fatto che si tratta di un fenomeno assai complesso, che proprio per questo deve essere governato e non subito. E’ peraltro evidente che una risposta
dettata dalle sole esigenze di ordine pubblico – che è comunque necessario garantire in un corretto rapporto tra diritti e doveri – risulta insufficiente, se non ci si interroga sulle
cause profonde di un simile fenomeno”. “Due azioni convergenti – ha sottolineato Pompili, citando i testi dell’Assemblea
generale – sembrano irrinunciabili. La prima consiste nell’impedire che i figli di Paesi poveri siano costretti ad abbandonare la loro terra, a costo di pericoli gravissimi, pur
di trovare una speranza di vita. Tale problema esige di riprendere e incrementare le politiche di aiuto verso i Paesi maggiormente svantaggiati”.

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