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Concessioni e canoni demaniali. L’intervento del consigliere Lombardi (PdL)

Regione

15 luglio 2009, 17:03

in foto: La commissione turismo regionale ha discusso oggi della proroga delle concessioni demaniali fino a 20 anni e dell'aumento dell'imposta regionale sui canoni dal 5 al 35%.

Un aumento, secondo il consigliere regionale del PdL Marco Lombardi, che prevede un’imposta del 5% a favore dei Comuni e del 30% per la regione e che comporta un esborso medio in più da 500 a 3.500 € per i bagnini. Bocciato l’emendamento di Lombardi che chiedeva un tetto all’imposta per tutelare da eventuali aumenti considerevoli dei canoni.

La nota di Marco Lombardi

Nonostante le pessimistiche previsioni della sinistra, il Governo non ha attuato il minacciato aumento indiscriminato dei canoni demaniali, portandoli semplicemente ad un importo ragionevole per l’erario e per gli operatori di spiaggia.

La Regione prendendo spunto dalla necessità di adeguare la propria normativa alla individuazione di zone di alta e normale valenza turistica, ha introdotto alcune modifiche, non tutte positive, alla Legge Regionale 31 Maggio 2002 n.9.

Oggi in Commissione Turismo – afferma Lombardi – si è trattato di concessioni demaniali prevedendo tra l’altro la possibilità di proroga fino a 20 anni e l’aumento dell’imposta regionale dall’attuale 5% al 35%.

Per il primo aspetto – precisa Lombardi – si è trattato di dare attuazione ad una previsione della Legge Finanziaria 2007 del Governo Berlusconi che introduceva la possibilità di concessioni ventennali. Questo però è un argomento molto delicato soprattutto se messo in relazione con le indicazioni che giungono dall’Europa, fatte proprie dalla Regione Friuli e avvalorate da una recente sentenza del Consiglio di Stato, che prevedono il bando pubblico alla scadenza delle concessioni.

Io – prosegue Lombardi – ho cercato di rendere la previsione della norma più precisa e più rispondente alla nostra realtà regionale e “riminese”, ed a tal proposito ho presentato un emendamento che è stato approvato dalla Commissione.

Per il secondo aspetto, quello relativo all’aumento dell’imposta regionale – conclude Lombardi – ho fatto presente che oggi l’aliquota è del 5% di cui l’ 1% va alla Regione ed il 4% al Comune, e quindi se, come detto pubblicamente la nuova aliquota doveva essere del 30%, e la Regione voleva riconoscere al Comune il 5 %, si doveva accontentare del 25%.

In realtà la Regione ha “introdotto” una nuova imposta a favore dei Comuni pari al 5% e si è aumentata la sua quota dall’1% al 30%. Morale i bagnini invece di pagare una imposta sui canoni del 5% ne pagheranno una del 35% con un aumento medio da 500 € a 3.500 €.

Anche in questo caso ho presentato emendamenti che introducessero almeno un tetto a questa imposta in modo che se in futuro i canoni aumentassero considerevolmente non aumenti in proporzione anche l’imposta regionale o che tenessero conto di ampie superfici non tutte a reddito, ma questi emendamenti sono stati bocciati sul presupposto di una presunta impossibilità sancita dalla Legge Finanziaria.

Le argomentazioni della Giunta non mi hanno convinto e quindi da qui al Consiglio della prossima settimana vedrò se questa preclusione è reale!

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