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Niente aree produttive: CNA e Confartigianato bocciano il nuovo PTCP

Bellaria

27 giugno 2007, 16:21

in foto: Una bocciatura articolata in 9 punti. CNA e Confesercenti di Bellaria esprimono il proprio disappunto dopo la presentazione del nuovo PTCP da parte del presidente della Provincia Fabbri. L'intervento delle associazioni:

CNA e Confartigianato esprimono profonda delusione dalla presentazione del PTCP di lunedì sera laddove il Presidente della Provincia Ferdinando Fabbri ha negato la possibilità di prevedere una nuova area, l’ultima, da destinare ad insediamenti produttivi.

I motivi per cui si ritiene utile prevedere un’ulteriore e ultima area per insediamenti produttivi sono:
1.l’esigenza già segnalata dalle imprese che devono ricercare spazi più ampi per adeguare la propria produzione e rimanere competitivi sul mercato;
2.la volontà di alcune imprese “foriere” a trasferirsi sul nostro territorio comunale;
3.la già verificata ipotesi di migrazione di imprese locali importanti ed eccellenti verso altri comuni limitrofi;
4.un continuo aumento della popolazione residente che oltre a dormire a Bellaria necessita anche di lavoro per tutto l’anno;
5.il lavoro, si sa, è un diritto fondante della costituzione ed è dovere da parte di chi ha la rappresentanza politica di una comunità preservarlo e stimolarlo;
6.il lavoro è il primo ammortizzatore sociale. Laddove vi è lavoro vi è occupazione e viene data dignità alle persone,
7.le imprese artigianali sono massima espressione del fattore lavoro in quanto il reddito prodotto da tali attività non è reddito d’impresa ma reddito di lavoro vero e propria, sia per i titolari che per i loro dipendenti;
8.la “pendolarizzazione” del lavoro diminuisce la qualità della vita, aumenta il traffico sulle strade ed incrementa il problema dell’inquinamento;
9.tutti i comuni limitrofi a Bellaria sono vivi e appetibili per le imprese. Basta guardare la realtà di San Mauro, di Gatteo, di Cesenatico e del “triangolane” di Rimini/Santarcangelo. Che futuro e quale sviluppo si vuole dare alla città? Dobbiamo rimanere fermi rispetto agli altri? Così Bellaria dovrà essere considerato come quel territorio fra Rimini e San Mauro?

I punti da scrivere a riguardo sarebbero molti di più di quelli sopra esposti e molto abbiamo già scritto a riguardo. Ci aspettavamo dal Presidente Fabbri un segnale di apertura e non di chiusura netta così come presentato ieri sera. Non si può adottare la strada di sistemare i casi ad personam. Sulla base di quali graduatorie poi? Questi interventi vanno messi in campo laddove coincidano a casi particolari e significativi, non per l’ordinarietà dei problemi.
Sicuramente il PTCP deve avere a cuore la conservazione del territorio in tutta l’estensione provinciale ma, non per questo, non deve tenere conto delle peculiarità e delle esigenze locali. Non si può fare un annacquamento generale per garantire pari trattamento a tutti i comuni perché i comuni fra loro sono differenti ed ognuno con le proprie specificità.
Lo stesso Presidente ha detto che il PTCP non è un piano regolatore e che quindi rimane intatta l’autonomia dei comuni di decidere come redigere i piani strutturali. Allora perché laddove le imprese locali, le loro Associazioni di Categoria, l’Amministrazione Comunale dichiarano di aver bisogno di un’ulteriore area per insediamenti produttivi ci deve essere il diniego da parte della Provincia? E non si può accettare neanche l’assunto proferito che laddove si realizzino scelte sbagliate ognuno pagherà le proprie conseguenze mettendo in gioco il proprio mandato elettorale. E nel frattempo quel territorio cosa fa? Rimane al palo per i prossimi vent’anni!
CNA e Confartigianato è dal lontano duemila che lavorano e si relazionano con le amministrazioni di riferimento per rappresentare questa istanza ed esigenza.
E’ vero che il punto di osservazione che si ha sedendo in Provincia dà una visione d’insieme diversa da quella locale, ma ci sembra che il Presidente non sia proprio così a digiuno della realtà e dei problemi di Bellaria.
Certamente le responsabilità maggiori su questi ritardi, sulla mancata volontà di prendere iniziative anche a rischio della propria maggioranza politica (cosa che invece viene fatta in occasione della vicenda Darsena) in questi sette anni è da attribuirsi all’Amministrazione Comunale ma se l’approvazione del PTCP è l’ultima possibilità rimasta, chiediamo al Presidente Fabbri di non precludere il dialogo per lo sviluppo della città così come è avvenuto lunedì sera.
Se così non fosse vorrebbe dire che le due Associazioni hanno buttato via sette anni di lavoro, di dialogo e di discussione e tutto è stata una grossa presa in giro.

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