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Incidente in cantiere zona via Tripoli; muore 42enne macedone

CronacaRimini

6 marzo 2006, 17:42

in foto: Tragico infortunio sul lavoro questa mattina a Rimini. Intorno alle 12 nel cantiere di un palazzo in ristrutturazione in via Zanzur 49, una traversa di viale Tripoli, un macedone di 45 anni, è stato travolto dai detriti e dal tubo utilizzato per lo scarico delle macerie.

L’uomo, artigiano collaboratore dell’impresa edile impegnata nei lavori, era in piedi all’interno del cassone di un camion e stava proprio cercando di far ripartire il condotto, otturato dai detriti quando lo scarico si è sbloccato all’improvviso colpendolo.
Inutili i tentativi di rianimare l’uomo da parte prima di un camionista e poi del personale del 118.
Sull’incidente indagano Questura e personale della medicina del lavoro e dell’Inail. L’uomo era sposato e padre di due bimbi.
Quello di oggi non è purtroppo il primo infortunio mortale quest’anno a Rimini. Il 21 febbraio infatti un operaio 50enne riminese perse la vita colpito dalla pala di un bobcat in un cantiere per il rifacimento della pubblica illuminazione in via Teodorico in zona Celle.
E la sicurezza dei cantieri è stata anche al centro di un’operazione compiuta dai Carabinieri di Novafeltria. Nei 32 controlli effettuati sono state 21 le denuncie a piede libero per inadempienze come la mancanza dei cartelli di divieto all’ingresso di estranei, ponteggi in stato precario di equilibrio o sprovvisti di parapetti, l’assenza della cassetta del pronto soccorso e impianti elettrici non verificati e denunciati.

In seguito all’incidente, il sindacato FILLEA CGIL di Rimini ha inviato la seguente nota:

Sono passati appena undici giorni dall’ultimo incidente mortale sul lavoro nella provincia di Rimini e oggi, in un altro cantiere edile, un altro lavoratore ha perso la vita.

Purtroppo, dietro ai numeri ed alle percentuali, dietro alla fredda dinamica dell’infortunio che descrive un tubo scarica macerie, situato al quarto piano di un palazzo in via Misurata a Rimini, che si rompe e precipita, c’è la vita spezzata di un lavoratore: Sulo Jonuzovscki, 42 anni, macedone, padre di due bambini.

I cantieri rimangono un luogo a forte rischio, testimoni di quanto la prevenzione e la cultura della sicurezza siano ancora materie insufficientemente praticate nei luoghi di lavoro.
Infatti, gli ultimi dati ufficiali del 2004, forniti dall’INAIL, ci dicono che le costruzioni sono al primo posto di una triste graduatoria registrando 1.190 infortuni annui, così come è in aumento il numero di infortuni di lavoratori extracomunitari che nello stesso anno sono cresciuti del 55,56 %.

Che una competizione realizzata abbattendo i costi, attraverso la precarietà ed un mercato del lavoro maggiormente esposto a fenomeni di deregolamentazione e difficoltà di controllo, determini meno sicurezza e più infortuni e malattie professionali è provato da un generale aumento degli infortuni nella nostra provincia:

La CGIL di Rimini da sempre cerca di salvaguardare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, ma da qualche anno la strada delle conquiste per l’ottenimento di maggiori tutele e diritti è resa difficilissima da una competizione economica che gli imprenditori intendono realizzare fondamentalmente con l’abbattimento del costo del lavoro e conseguentemente con un attacco sistematico ai diritti e alle condizioni di vita dei lavoratori contribuendo a determinare condizioni di maggiore insicurezza e pericolosità nei luoghi di lavoro.

Pesano inoltre alcune specificità del tessuto economico – produttivo della provincia, caratterizzato da piccole e piccolissime imprese e da una presenza di lavoro sommerso, fattori che non aiutano ad aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per il Segretario della FILLEA CGIL di Rimini Gabriella Baldini, “il settore edilizio nella provincia ha avuto negli ultimi anni un enorme sviluppo, a cui però non ha corrisposto un altrettanto sviluppo della qualità dell’impresa e della qualità del lavoro. Appalti e subappalti hanno parcellizzato l’impresa e rese più precarie le condizioni di lavoro. Nel caso del drammatico infortunio che si è verificato oggi sappiamo che la vittima aveva svolto solamente per un anno l’attività di muratore come dipendente, dopodiché è diventato artigiano. Un modo che hanno spesso le imprese di aggirare gli oneri della contribuzione e tutto il resto chiedendo ai dipendenti di iscriversi alla Camera di Commercio. Sarebbe ora che la Camera di Commercio rivedesse i criteri con cui vengono rilasciate le autorizzazioni per diventare artigiani”.

Di fronte ad infortuni di questa gravità non si può parlare di casualità e non bisogna lasciare solo alle normative e alla burocrazia il tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. Per la CGIL di Rimini vanno assicurate buone condizioni di vita e di lavoro e per questo va rilanciata, anche culturalmente, l’importanza della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, proprio per ridurre questa silenziosa piaga.
Occorre che la prevenzione sugli infortuni non sia affidata ai singoli lavoratori sempre più precari e quindi con meno formazione, meno esperienza, meno professionalità, più ricattabili, ai quali spesso vengono affidati i compiti più gravosi e dunque a maggior rischio di infortunio; occorre che tutti gli attori preposti alla sicurezza e salute sui posti di lavoro facciano la loro parte a partire dalle Imprese, dagli Organismi paritetici e dalle Istituzioni.

Bisogna rilanciare la formazione e informazione dei lavoratori e delle lavoratrici nei luoghi di lavoro per renderlo più sano e sicuro; migliorare il funzionamento degli Organismi previsti dalla Legge 626/94; realizzare dei programmi specifici per abbattere gli infortuni nei settori e nelle aziende più a rischio; rendere massima la trasparenza negli appalti

Infine, per promuovere e prevenire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro invitiamo tutte le Rappresentanze dei Lavoratori a rivolgersi al Servizio Informativo sulla Sicurezza e Salute (SIRS) realizzato già nell’ottobre 2005 da Organizzazioni Sindacali, Provincia e l’Ausl e dedicato ai lavoratori ed ai loro Rappresentanti.

Le Segreterie CGIL e FILLEA CGIL provinciali

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