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‘Riforme che stravolgono la Costituzione’. Scalfaro ospite al teatro Novelli

PoliticaRimini

15 febbraio 2006, 19:21

in foto: "Le Riforme sono uno stravolgimento della Costituzione". Questo il senso dell'intervento dell'ex presidente Oscar Luigi Scalfaro intervenuto al teatro Novelli di Rimini nell'assemblea pubblica promossa da comitati riminesi per la Difesa della Costituzione per chiedere un referendum abrogativo.

“Va detto chiaramente – ha detto Scalfaro ai giornalisti prima di esser intervistato da Sergio Zavoli – che non siamo di fronte ad una riforma, ma ad uno stravolgimento della
nostra Costituzione”.
“Il primo gennaio 1948 la nostra Costituzione e’ entrata in vigore e aveva come colonna portante il Parlamento. Questo perchè – ha proseguito l’ex presidente – il Parlamento eleggeva il Capo dello Stato con dei poteri, il Parlamento dava la fiducia e la sfiducia al governo, eccetera. Ora – ha aggiunto Scalfaro – in questa proposta il Parlamento è mortificato totalmente, perchè elegge un Capo dello Stato che non conta assolutamente nulla (è una figura evanescente e questo non è una cosa seria) ed il Parlamento non da’ fiducia e sfiducia al governo (con la conseguenza che il dialogo Parlamento/Governo viene meno). Si tratta di due mortificazioni grosse (ruolo del Parlamento e del Capo dello
Stato) per rendere onnipotente, non il governo, ma il primo ministro il quale, insieme ai poteri che ha, si da’ anche il potere di sciogliere il Parlamento (cioè di mandare a casa i
parlamentari)”.
In questo scenario – ha spiegato Scalfaro – “il parlamentare che fosse eletto in quelle condizioni non solo non elegge un Capo dello Stato serio, non solo non da’ il voto di fiducia per ‘mettere al mondo’ il governo, ma puo’ essere licenziato in tronco non dal Capo dello Stato (con una serie di garanzie) ma dal primo ministro quando crede. Siamo di fronte, come si vede, ad un capovolgimento della situazione”.
Chi ha approvato queste modifiche – ha spiegato l’ex Presidente della Repubblica – “ha detto di non aver toccato i diritti della persona, ma questo non è vero. Uno dei diritti del cittadino è, infatti, quello di intervenire sulla vita
politica. Se elegge dei suoi rappresentanti che hanno dei poteri interviene; se invece elegge dei suoi rappresentanti che non hanno quei poteri e possono essere licenziati dal primo ministro evidentemente il voto anzichè pesare dieci peserà uno. Questa è la situazione per cui io dico no, ed invito le persone a dire no, per difendere la libertà e la democrazia in Italia”

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