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Caratteristiche e bisogni del commercio: una ricerca di Trademark

EconomiaProvincia

29 luglio 2004, 10:16

in foto: Caratteristiche, peculiarità e bisogni delle imprese di commercio al dettaglio riminesi. E' questo l'oggetto di una ricerca presentata dalla Confcommercio di Rimini. Attenzione particolare è stata data al rapporto tra commercio e lavoro:
www.ascomrimini.it

Sono piccole, principalmente a conduzione familiare, l’80% hanno meno di tre dipendenti, ma sono solide ed in grado di dare lavoro ad oltre 26 mila persone. È il quadro delle imprese commerciali nella Provincia di Rimini, pari al 28% di tutte le imprese, presentato durante il convegno“quale rapporto tra lavoro e imprese” promossa dall’Ente Bilaterale del Commercio provinciale.

La ricerca, curata da trademark Italia, evidenzia un tessuto dinamico dove il datore di lavoro, nella scelta del dipendente, è più attento alla disponibilità e capacità di rapportarsi col cliente rispetto ai titoli o diplomi che invece possiede. Da notare l’età media dei dipendenti che non supera i 38/45 anni, termine oltre il quale spesso lasciano l’impresa in cui hanno lavorato per aprirne una in proprio.

Per promuovere la formazione all’interno delle imprese commerciali, l’ente bilaterale ha istituito una serie di corsi gratuiti, tra i più richiesti: sicurezza sul lavoro, normativa HCCP e di informatica. Da febbraio è stato attivato anche un opuscolo, con cadenza trimestrale, inviato a tutte le aziende della provincia.

Una sintesi della ricerca:

Il quadro tracciato dalla ricerca EBC curata da Trademark Italia evidenzia inattesi fabbisogni di addestramento delle aziende associate. Lo afferma un campione rappresentativo di imprese commerciali che impiega circa la metà dell’universo dei dipendenti del settore commercio. Si evidenzia chiaramente una domanda di formazione per dipendenti senza specifiche conoscenze all’entrata, da destinare ad incarichi e mansioni polifunzionali, flessibili e differenziate.

Le principali carenze formative emerse dall’indagine sono l’informatica (38,4%), le tecniche di presentazione dei prodotti (25,9%), la gestione del contatto con il pubblico (18,8%) e la padronanza delle lingue straniere (12,4%). Le imprese del commercio richiedono ai propri dipendenti “atteggiamenti” e non “diplomi e titoli formativi” dando maggior peso alle caratteristiche personali, alla vocazione, alla presenza piuttosto che alle capacità professionali certificate. Si indicano come prioritarie esperienza/affidabilità (18,4%), serietà/educazione/impegno (13,1%), disponibilità/dinamismo (9,8%) e spiccate doti personali.
Trionfa la domanda di ADDESTRAMENTO CONTINUO, ovvero la possibilità per le aziende di mantenere e aumentare in modo adeguato, rispetto ai cambiamenti, il livello della qualità professionale del lavoro. L’addestramento preferito dalle aziende riguarda temi quali informatica, tecniche di merchandising, comportamento, lingue straniere.
Lo scenario provinciale delle aziende commerciali è fatto di piccole o piccolissime imprese, spesso a gestione familiare e per questo “autosufficienti”. Infatti 8 aziende su 10 occupano meno di 5 dipendenti (complessivmente 9 aziende su 10 impiegano meno di 15 dipendenti).
Tra le figure attualmente impiegate 1/3 è rappresentato da figure impiegatizie generiche, un altro terzo può configurarsi con la generica job description “commesso” una figura alla quale si richiede grande flessibilità (si va dalle attività di vendita alle piccole commissioni giornaliere, dall’emissione di fatture alla pulizia delle vetrine).
Da questo deriva che il livello di scolarizzazione richiesto ai dipendenti è medio basso così come le forme di inquadramento contrattuale, in 8 casi su 100 sono orientate al tempo determinato.
Le aziende più piccole prediligono forme più flessibili di assunzione come l’apprendistato, la co.co.co. e il contratto a progetto per provare l’impatto economico dell’assunzione sul bilancio anche in riferimento ai risultati e agli obiettivi. Anche l’anzianità media dei dipendenti è bassa.

Il dato dei lavoratori oltre i 45 anni invita ad ipotizzare che oltre quella età i dipendenti si mettano “in proprio”, aprano loro attività o decidano di spostarsi in altri settori.

Si evidenzia una “tendenza a selezionare collaboratori flessibili e di bella presenza (abbigliamento, look, accessori), disponibili nei giorni festivi, leali e senza particolari velleità di carriera, da inserire in aziende dalla gerarchia organizzativa semplificata.

E’ curioso che gli intervistati segnalino da un lato un fabbisogno caratterizzato da mancanza di professionalità della manodopera e dall’altra chiedano capacità di espressione e comunicazione interpersonale, empatia e disponibilità al contatto con il pubblico.
In questo quadro diventa determinante per EBC rispondere a questa domanda di formazione continua, breve (12 ore).
Visto che 2/3 delle aziende piccole e medie non è in grado di privarsi dei propri dipendenti durante gli orari di lavoro e che tra gli intervistati si evince una palese ostilità per la formazione che si svolge quando le attività commerciali sono aperte e funzionanti, c’è un impegno dell’EBC per trovare soluzioni idonee e funzionali.
Nei loro rispettivi interventi l’Assessore Gamberini ha ribadito come il Comune, in accordo con la Regione, finanzia attraverso la legge 41 l’opportunità di riqualificare le imprese del commercio che nel solo Comune di Rimini sono circa 4000.
L’Assessore Pironi ha indicato nella formazione continua un elemento qualificante per il commercio nella nostra provincia in relazione alla vocazione turistica di quest’area.
Proponendo anche modalità nuove nel percorso di selezione e reclutamento del personale. Ha inoltre sottolineato la necessità di agire in sinergia con interventi urbanistici a favore del commercio, facendo della qualità un punto di forza delle piccole imprese.

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