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Rimini

Una personale di E.Santarini al Palazzo dell'Immagine di Rimini

In foto: Sabato alle 18, nella Galleria dell’Immagine a Palazzo Gambalunga di Rimini, sarà inaugurata “Rosso”, una mostra di opere recenti di Emanuela Santarini. La personale resterà aperta fino al 22 giugno ed è ad ingresso libero. Orario apertura: 9,30-12,30/16-19; sabato 10-12. Per informazioni 0541.55082:
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mar 28 mag 2002 11:03 ~ ultimo agg. 00:00
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Presentazione dell’autrice:
Emanuela Santarini, dopo gli studi al Liceo Artistico di Ravenna, comincia a dedicarsi alla pittura e nel 1967 apre uno studio a Rimini assieme a Taty Vernocchi. Nel 1969 e nel 1970 è presente in mostre collettive alla Sala delle Colonne (febbraio ’69) ed al Grand Hotel di Rimini. Si dedica anche alla fotografia e alla grafica: del 1970 è il servizio fotografico per un LP prodotto dalla Rifi Record; nel 1975 avvia una collaborazione con l’attore di prosa Giovanni Poggiali, per il quale cura le fotografie e l’impaginazione del 1° LP, La sciarpa di lana. Nel 1971 Santarini partecipa, con altri artisti riminesi, all’incontro Sincron Rimini, presso il Palazzo del Podestà. Nel 1972 partecipa alla Prima Mostra d’Arte Figurativa A.I.O.M., alla “Galleria D’Arte” di Roma. Nel 1975 partecipa alla X Quadriennale di Roma. Nel 1980 e nel 1987 cura per l’autrice e attrice Lisa Pancrazi di Roma, i manifesti degli spettacoli teatrali: Io sono un nome Emily Dickinson ed Elettra Oscura. Nel 1989 progetta per il Comune di S. Leo il manifesto ed il programma della rassegna Itinerari musicali 1989.
Bibliografia:
Regesto 70. Percorsi della ricerca artistica in Emilia Romagna. Catalogo della mostra, Bologna 1981.
X Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma. Catalogo della mostra, Roma 1975.
53/85. Ricerche artistiche a Rimini nel secondo Novecento. Catalogo della mostra, Rimini 1998.
Le opere:

C’è una figura ricorrente nei primi lavori di Emanuela –nel suo periodo bianco- una figura slanciata, dai contorni netti, corti capelli al vento, pantaloni a zampa di elefante, stagliata su paesaggi bianchi, solitamente notturni: un personaggio incastrato fra l’infanzia e l’adolescenza, in perenne indecisione far Corto Maltese ed il Piccolo Principe. Un logo più che un personaggio.
E dando dunque al logo l’importanza significante che gli compete, si pone da subito (almeno per me) la possibilità di una doppia interpretazione di quel personaggio: sarà Corto Maltese, che vive mille avventure in mille terre straniere, o il Piccolo Principe, che cura la sua unica rosa confinato nel suo solitario asteroide? Mi sembra che quel primo periodo dell’artista sia da ascrivere totalmente all’influenza del Piccolo Principe, per l’amore maniacale alla purezza, alla perfezione delle forme, delle linee, per il rigore e la cura nel trattare l’oggetto di uso quotidiano (penso alle sue Porte, ai telai di Finestra, alle icone cuspidate) del quale affina le forme fino a trarlo fuori dalla quotidianità per farlo diventare pura idea, e come dimenticare quei piccoli bianchi bambini-bambolotto, stesi sul filo ad asciugare, fra camicie svolazzanti e fazzoletti? Feroce obiettività degli artisti.
Perché Emanuela non è solo artista, ma anche artigiano, esperto delle proprietà fattuali dell’oggetto, del quale studia ogni minimo dettaglio e funzionalità, così che quell’oggetto, isolato dal suo contesto, può, come costretto dal gesto consapevole dell’artista-artigiano, prendere il suo posto nella realtà dell’arte. Un’arte che non ha più bisogno di trovare idee astratte che la nobilitino, ma che si appropria della realtà quotidiana rendendo quella stessa nobile.
Un atteggiamento così rigoroso paga solitamente un prezzo alto e può portare al progressivo allontanamento dell’artista dalla scena, sia pure per autoesclusione. Ma allo stesso tempo questo isolamento, per un’artista come Emanuela, è semplicemente uno stand by della vita per riflettere, per guardare le cose, pensare il colore e, come il seme sotto la neve (penso a un ampio mantello di neve, di quel bianco di cui Emanuela conosce ogni vibrazione), darà prima o poi nuovi frutti. Ed ecco apparire, prima timidamente annunciato in qualche lavoro sporadico, poi sempre più presente, il rosso, un rosso netto, sanguigno, vitale. E’ Corto Maltese che ha deciso di uscire allo scoperto, che finalmente si è rimesso in cammino. Si addentra adesso in rosse stanze strindberghiane: potrebbe domani, forse, raggiungere il pianeta rosso (che sia in quei paraggi il piccolo asteroide? Ci sarà un’incontro? Nulla è impossibile per chi ha deciso di riprendere il viaggio). Non resta dunque che augurarle una buona navigazione negli attuali rossi spazi della mente. (Lisa Pancrazi)

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