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giovedì 4 marzo 2021
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Rimini ultima in Regione per impianti, il commento di Mantovani (CONI)

In foto: “Ci portiamo dietro un problema storico, ma per il futuro si sta muovendo qualcosa”: Donato Mantovani, presidente provinciale del CONI di Rimini, commenta così i dati pubblicati dall’Osservatorio Regionale sugli impianti sportivi.
www.regione.emilia-romagna.it
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mer 22 mag 2002 12:25 ~ ultimo agg. 00:00
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Con 194 impianti, Rimini è l’ultima provincia in Emilia Romagna, e resta fanalino di coda in tutte le voci: spazi per il calcio (56), spazi polivalenti coperti (54) e all’aperto (solo uno), e impianti dedicati al tennis (29).
“Il problema – ricorda Mantovani – è che poi gli impianti che ci sono non sono adeguati alle esigenze delle varie federazioni, e quindi non possiamo ospitare eventi di grande livello”. Il presidente del Coni riminese apprezza comunque le buone intenzioni a livello politico.

I dati provengono dal nuovo Osservatorio del
Sistema Sportivo Regionale, che ha attivato una banca dati degli impianti finora
rilevati in Emilia-Romagna, da oggi in Internet, e un’indagine
sull’interazione domanda-offerta, alla base della programmazione del
Assessorato regionale allo sport, che si prepara ad investire oltre16
milioni di Euro.
“Si tratta di un progetto pilota – ha
precisato l’assessore regionale allo SPort Vera Negri Zamagni – che lo stesso sottosegretario alla sport Pescante ha definito
interessante e da proporre a livello nazionale”. “Mettere insieme soggetti
diversi non è stato facile – ha aggiunto la Zamagni – ma ora si potrà
procedere speditamente”.
Sono 4130 gli impianti sportivi finora censiti in 284 comuni
dell’Emilia-Romagna (su di un valore stimato complessivo di oltre 6.000). La
maggioranza sono dedicati al calcio (1253) e a spazi polivalenti ( coperti
1096 e all’aperto 255). Seguono le strutture per il tennis (638) e per il
calcetto (431), ma non mancano spazi per le bocce (317).
Questi risultati sono stati inseriti in una banca
dati delle strutture sportive, da oggi consultabile in Internet.
“Obiettivo dell’iniziativa – ha spiegato il consigliere Graziano Pini
delegato a seguire l’Osservatorio – è quello di avere un quadro complessivo
degli impianti in Emilia-Romagna, per poter realizzare una programmazione
regionale adeguata, basata da un lato sull’equilibrio territoriale e
dall’altro sulla domanda di sport dei cittadini e associazioni sportive”.
“La fase operativa – ha aggiunto – è il segnale che la Regione intende
svolgere un ruolo nuovo, con investimenti mai stanziati prima : 16.216.746,64 Euro (circa 32 miliardi di lire)”. Di questi 5.887.608,65 Euro
(11 miliardi e 400 milioni) sono previsti nell’ambito del programma
triennale della legge regionale sullo sport, e sono da assegnare in conto
capitale ad interventi scelti con la collaborazione delle Province (messa a
norma impianti e attrezzatura di spazi verdi). 10.329.137,99 Euro (circa
venti miliardi di lire) provengono invece da fondi statali relativi ai
mondiali del ’90 . “Fondi che siamo andati a recuperare noi come Regione –
ha precisato Pini – prima che venissero riscoperti da Pescante”.
Di questi
ultimi 4.131.655,20 (8 miliardi) sono riservati a nuove costruzioni,
mentre il resto è destinato a interventi di miglioramento funzionale e di
ampliamento.
“L’idea dell’Osservatorio – ha illustrato il prof. Pierluigi Sacco
responsabile scientifico del progetto – nasce nel ’96 per attivare
politiche di intervento a livello regionale e sub-regionale, e quale
servizio di informazione permanente per contribuire ad una politica di
gestione e di utilizzazione del sistema sportivo sempre più vicina alle
esigenze dei cittadini”. L’intervista a pini a cura dell’Ufficio Stampa della Regione.

Oltre alla banca dati degli impianti sportivi
finora censiti, l’Osservatorio intende conoscere in modo approfondito
la domanda e l’offerta di sport per fornire una costante informazione agli
enti ed agli operatori del settore.
Su questo tema è stata progettata un’indagine, che partirà da domani, per
verificare appunto la domanda e l’offerta di sport sul nostro territorio ma
anche le potenzialità delle strutture, la disponibilità di servizi (come
parcheggi, esercizi pubblici in zona o linee di trasporto urbano
adiacenti).
L’indagine verrà effettuata da una sessantina di operatori,
attraverso un apposito questionario e delle interviste ai cittadini che
verranno realizzate inizialmente su una campionatura di Comuni: Casalecchio
di Reno, Marzabotto, Pianoro, San Lazzaro, Sasso Marconi e Zola Predosa,
Codigoro, Comacchio, Goro, Lagosanto, Massa Fiscaglia, Mesola e Ostellato.
Bertinoro, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Civitella di Romagna,
Dovadola, Forlì, Forlimpopoli, Galeata, Meldola, Modigliana, Portico e San
Benedetto, Predappio, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia e
Tredozio, Bibbiano, Boretto, Brescello, Campegine, Cavriago, Canossa,
Gattatico, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio, Reggiolo, San
Polo d’Enza e Sant’Ilario d’Enza.

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