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Morte di Samantha Moretti: arrestata banda di piromani

CronacaRimini

29 aprile 2002, 11:46

in foto: Imprevista svolta nell'inchiesta sulla morte di Samanta Moretti, la commessa riminese di 21 anni uccisa da un pirata della strada all' uscita della discoteca Mosquito di Spadarolo la notte dell' 11 novembre:

questa mattina gli investigatori della squadra mobile della polizia
stradale del reparto operativo dei carabinieri di Rimini hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in
carcere richieste dai Pm Paolo Gengarelli e Marilù Gattelli ai
Gip dei tribunali di Rimini e dei minori di Bologna.
Le persone fermate, tra cui ci sarebbe anche il ‘pirata’, apparterrebbero
ad una banda che nello stesso periodo aveva appiccato diversi
incendi in città.
Le ordinanze non avrebbero invece interessato nessun amico di Samanta, dopo che tre giovani che erano
con lei la notte dell’ incidente erano stati iscritti nel
registro degli indagati della Procura riminese.

Samanta Moretti, 22 anni ancora da compiere, morì l’anno scorso, domenica 11 novembre alle 5.25, travolta da un’auto all’uscita della discoteca Mosquito a Spadarolo. La giovane fu investita mentre camminava sulla sinistra della carreggiata verso la sua auto, parcheggiata ad un centinaio di metri dal locale, lungo via Mirandola.
La ragazza era in compagnia di alcuni amici, con i quali aveva trascorso la serata di inaugurazione del locale; la loro testimonianza sull’accaduto non convinse gli investigatori. Le troppe contraddizioni nella versione dei giovani spinse il sostituto Procuratore ad indagare due di loro, l’amica del cuore della vittima ed un ragazzo di 27anni di Villa Verucchio, per favoreggiamento nell’omicidio colposo.
Era il 26 novembre, qualche giorno dopo un altro colpo di scena: l’autopsia eseguita sul corpo della giovane rivelò atipicità di lesioni mortali, inusuali su un pedone investito.
Il patologo Pierpaolo Balli rilevò negli organi interni della giovane contrazioni tipiche di chi, prima di un trauma, subisce uno shock per paura. La mancanza di fratture alle gambe e al bacino indirizzarono gli inquirenti ad ipotizzare uno scenario diverso da quello del “pirata”: le posizioni dei due giovani amici di Samanta intanto sembravano aggravarsi.
Poiché il giallo continuava ad infittirsi, a gennaio si rese necessaria la riesumazione del corpo ed una seconda autopsia, dalla quale emerse che le ferite di Samanta erano compatibili con un investimento da parte di un’automobile. Gli amici indagati della ragazza intanto diventarono tre, e le loro versioni discordanti continuarono a creare dubbi nella dinamica dell’incidente.
Addirittura, spuntò l’ipotesi di un proiettile, in quanto in alcune foto sembrava esserci un foro sul corpo della ragazza. L’autopsia però non diede prove a questa eventualità.
Dopo quasi tre mesi di silenzio, quest’ultimo colpo di scena.

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