martedì 18 dicembre 2018
In foto: Obiettori di coscienza che svolgono il servizio all’estero, in mezzo a conflitti, a fianco a fianco con le popolazioni colpite dalle guerre o dalla povertà: sono i Caschi bianchi, giovani che scelgono di svolgere i mesi del loro servizio civile in questo modo:
(nella foto Don Oreste Benzi)
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lun 11 mar 2002 19:03 ~ ultimo agg. 00:00
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sono stati 13 i Caschi bianchi emiliano-romagnoli dal 1999 ad oggi; 59 i giovani coinvolti in totale in Italia. Di recente è stata anche creata una rete di Caschi Bianchi, fra Papa Giovanni XXIII, Caritas, Loc e Gavci. Con la sospensione dell’obbligo di leva e il servizio civile volontario, che presto sarà aperto anche alle donne, i Caschi bianchi potrebbero diventare una proposta di impegno concreto per tanti: lo crede l’assessore regionale Gianluca Borghi, che questa mattina ha confermato l’impegno della regione Emilia Romagna a far crescere questa esperienza. 1 miliardo e quasi duecento milioni sono stati stanziati negli ultimi due anni a favore del servizio civile; e di questi fondi, 120 milioni hanno sostenuto proprio i Caschi bianchi, nei progetti presentati dall’Associazione Papa Giovanni XXIII e dalla Caritas. “E’ un’esperienza di indubbia crescita personale, e talvolta, anche professionale”, ha affermato l’assessore Borghi”. E’ “profezia, impegno servizio dei giovani italiani”, per don Oreste Benzi, dell’associazione Papa Giovanni XXIII, che questa mattina era con l’assessore Borghi per ribadire l’importanza dell’azione dei Caschi bianchi “che non sono eroi, né Superman; sono giovani al servizio della pace e dei fratelli”. Don Oreste Benzi:

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