venerdì 22 febbraio 2019
In foto: Sono arrivati ieri a Gaza: i tre volontari dell’operazione Colomba dell’associazione Papa Giovanni XXIII, in Israele da martedì scorso, hanno incontrato in questi primi giorni di viaggio gli esponenti israeliani e palestinesi delle associazioni disponibili a mantenere aperto il dialogo verso la pace. A Gaza la situazione è complessa:
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mer 20 feb 2002 12:51 ~ ultimo agg. 00:00
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la disoccupazione è oltre il 70%, la città è presidiata dopo gli attentati degli scorso giorni. “Mi sembra più la disperazione a fare scattare la molla degli attentati, sostiene Alberto Capannini, da noi contattato al telefono, che non una strategia precisa”. “La speranza …. bisognerà inventarsela”, continua Capannini, che rimarrà ancora per un mese in Israele, con i due volontari, “perché onestamente, guardandosi intorno, non è facile farsi coraggio e parlare di pace; anche se la pace è davvero un desiderio di tutti coloro che ho incontrato.
Palestinesi e israeliani si aspettano tanto da noi occidentali: nei giorni scorsi abbiamo visto insieme ai nostro ospiti un telegiornale italiano, che aveva come notizia d’apertura il pattinaggio su ghiaccio nei giorno dei bombardamenti, e la gente mi chiedeva come mai le olimpiadi fossero più importanti, per noi, delle persone che qui muoiono”.
Alberto Capannini.

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di Redazione
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