domenica 16 dicembre 2018
In foto: 1700 miliardi (di cui 155 a Rimini) per adeguare le reti fognarie e i depuratori dell’Emilia Romagna alle direttive comunitarie, sperando che la Lombardia si decida a collaborare:
www.regione.emilia-romagna.it/fr_ambiente.htm
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mer 27 feb 2002 18:36 ~ ultimo agg. 00:00
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oggi sono stati presentati in Regione gli investimenti previsti dalla prima fase del Programma per il risanamento delle acque: l’obiettivo è di raggiungere nel 2016 la qualità ottimale prevista dalle direttive europee.
L’assessore regionale all’Ambiente Tampieri non ha risparmiato critiche alla Lombardia: “I nostri sforzi per migliorare la qualità delle acque sono inutili se poi la Lombardia non fa niente per evitare che dagli affluenti del Po arrivino acque inquinate” ha detto Tampieri. Anche il parlamentare diessino Sergio Gambini ha invitato di recente Milano a non considerare il mare emiliano-romagnolo come una discarica. Come ci conferma l’assessore Tampieri, è la costa il primo beneficiario degli interventi regionali.
Il Programma stralcio per il risanamento delle acque prevede tre lotti attuativi per oltre 800 interventi su tutto il territorio regionale di cui 55 a Rimini.
Il primo lotto, per un importo di circa 237 milioni di euro comprende gli interventi negli agglomerati con un carico inquinante superiore ai 10 mila abitanti equivalenti (chi risiede, ma anche chi lavora, studia, svolge un’attività in una certa area).
Si tratta delle opere più urgenti che partiranno dal prossimo autunno.
Il secondo lotto riguarda gli interventi negli agglomerati con carico inquinante inferiore ai 10 mila abitanti che dovranno essere realizzati entro il 2005 per una spesa di circa 347 milioni di euro.
Infine il terzo lotto prevede le già ricordate opere di miglioramento, non esclusivamente finalizzate al rispetto delle scadenze e dei limiti di legge, per una spesa di quasi 305 milioni di euro.
Il programma può contare a tutto il 2003 su risorse per quasi 450 milioni di euro: una cifra già in grado di coprire quasi tutto l’importo dei primi due lotti (circa 514 milioni di euro), che pure – va ricordato – ha una scadenza temporale al 2005.
Molteplici i canali di finanziamento: circa 93 milioni proverranno dal Piano di azione ambientale regionale, oltre 15 milioni dai fondi comunitari dell’Obiettivo 2, 20 milioni da un Accordo di programma con lo Stato , 71 milioni da accantonamenti comunali e 248 milioni dalla gestione del sistema idrico integrato.

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