22 novembre 2018

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Rimini a rischio schizofrenia da sondaggio?

Provincia

16 gennaio 2002, 12:08

in foto: Rimini, chi era costei? Negli ultimi giorni l’ultimo rapporto statistico di una serie che diventa sempre più lunga, quello di Italia Oggi, ha gettato luci e ombre sulla nostra realtà. E, come avviene per ogni indagine pubblicata, arriva l’immancabile coro di commenti da parte di enti e istituzioni. Qualcuno però comincia a stancarsi di indagini e classifiche:

come il Presidente della Provincia Fabbri; altri, come il responsabile dell’Ufficio Statistiche della CGIL di Rimini Walter Martinese, ricordano che non tutte le statistiche vanno prese come oro colato. Ma è davvero possibile fare un ritratto attendibile di Rimini e della sua Provincia?

Un territorio sicuro, come lo dipingeva il Sole 24 Ore, o ancora troppo carico di criminalità e disagio sociale, come sostiene Italia Oggi? Una popolazione tutta dedita alla cura del proprio fisico e della propria mente, come indica il primo posto in alcune graduatorie relative a palestre e librerie pro capite? E talmente presa da fitness e lettura da guardare, come sostiene l’indagine Trademark, di cattivo occhio le orde di turisti che vengono a disturbarli in queste attività, alla faccia della tanto decantata ospitalità romagnola? Strano ma vero, eppure, stando ai recenti sondaggi, Rimini sarebbe questo e ben altro.
Dati concordanti se ne trovano solo alla voce ‘ambiente’: “Ecosistema Urbano 2001” di Legambiente ci mette al 22esimo posto e Italia Oggi al 21esimo, con giudizi in entrambi i casi discreti. E, ahinoi, concordano anche i dati che vogliono Rimini ultima in Regione quanto a reddito pro capite: in questo caso preferiamo però affidarci a “Italia Oggi”, che ci assegna 35 milioni contro i 28 del più avaro Istituto Tagliacarne.
Quanto a qualità della vita, se il ‘Sole 24 Ore’ appena due mesi fa ci metteva al settimo posto nella classifica nazionale, due giorni or sono ‘Italia Oggi’ ci ha fatto precipitare al 58esimo posto.
Verrebbe allora da chiedersi quali sono stati i cambiamenti così gravi da trasformare in men che si dica Rimini da oasi felice a purgatorio. Attilio Gardini, dirigente dell’Università di Rimini e docente di econometria, ci offre alcuni consigli per evitare di cadere in una pericolosa schizofrenia da sondaggio. Primo: tenere conto che i sondaggi commissionati a istituti di ricerca da privati spesso nascono con l’intenzione di dimostrare dati già stabiliti in partenza, e quindi non sempre sono oggettivi. Secondo: tenere conto della particolare realtà riminese, con i dati legati alle presenze estive che rischiano di falsare diverse voci. Terzo: considerare che i dati non sempre vengono raccolti in modo coerente e ordinato. Un consiglio per amministratori e rappresentanti di categoria: analizzare la città con i propri occhi, e non con quelli del primo sondaggio che viene pubblicato. Le riflessioni di Attilio Gardini .

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