lunedì 22 luglio 2019
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In foto: Contro le decisioni del governo in materia di lavoro e previdenza "è necessario lo sciopero generale" e se Cisl e Uil non vorranno farlo "dovrebbe farlo la Cgil da sola". E' questo il passaggio più applaudito dell'intervento del segretario generale della Fiom-Cgil, Claudio Sabattini, che ha aperto oggi a Rimini i lavori del congresso dei metalmeccanici della Cgil.
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mar 22 gen 2002 20:34 ~ ultimo agg. 00:00
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“Consideriamo positivo – ha detto – che Cisl e Uil siano con la Cgil contro le modifiche dell’articolo 18. Dobbiamo impedire che le deleghe diventino legge. E per questo riteniamo necessario lo sciopero generale. Siamo convinti che questo sia fondamentale. Se gli altri non volessero farlo pensiamo che la Cgil dovrebbe farlo da sola”.
Sabattini nel suo intervento ha affrontato di nuovo la questione del contratto di lavoro e la richiesta della Fiom del referendum contro l’accordo siglato solo da Fim, Uilm e Federmeccanica ma anche la guerra, l’unità sindacale e la
politica. Sabattini ha affermato che la battaglia sarà “durissima e non di breve durata”. “Dobbiamo attrezzarci – ha detto – ad una dura fase di scontro. Al congresso della Cgil (dal 6 al 9 febbraio sempre a Rimini)
chiederemo tre cose: che l’articolo 18 sia esteso anche alle imprese sotto i 15 dipendenti; la costituzione di ‘casse di resistenza’ utilizzando una parte di quote sindacali per reggere una battaglia che sarà durissima solidarizzando così concretamente con i lavoratori che lottano nelle fabbriche italiane.
Infine – ha concluso Sabattini – chiederemo al congresso che venga indetta a marzo un’assemblea nazionale dei quadri per aprire una nuova fase di scontro. E’ ovvio – ha sottolineato – che oggi più che mai abbiamo bisogno di un rapporto positivo con la Cgil e con tutte le sue categorie”.
Sabattini ha definito il congresso che comincia oggi e che vede la fine del suo mandato “un congresso di lotta” per il sindacato e per la Fiom in particolare. Nel suo intervento durato circa un’ora con una analisi che è partita dagli inizi del secolo e ha attraversato la storia del ‘900, dal biennio rosso agli anni ’70, Sabattini ha anche ribadito la richiesta
della Fiom del referendum contro l’accordo per il contratto di lavoro firmato solo da Fim e Uilm.
Il leader della Fiom ha definito “un ricatto” la posizione della Federmeccanica e ha definito il referendum un fatto fondamentale per la democrazia perché “il detentore del contratto è il lavoratore” e a decidere devono essere quindi questi ultimi. Sabattini ha ribadito il proprio no anche alla politica economica del governo Berlusconi e alla visione “che Berlusconi vuole importare in Italia. Dietro lo slogan del partito azienda e dello stato azienda ora – ha detto – c’è l’attrazione verso il modello americano. Sul welfare come sul mercato del lavoro”.
Contro questa visione Sabattini ha detto di valutare positivamente i movimenti che vi si stanno opponendo a partire
da quelli pacifisti e contro la globalizzazione. “In un mondo in cui si compete per consumare di più – ha concluso – ci sono milioni di persone che non sono in grado di consumare nulla se non la loro vita. Chi non sente una profonda immoralità di fronte a questo mondo non è nemmeno degno di viverci”.

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