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Casinò in Riviera: si riaccende il dibattito politico e sociale

Riccione

31 gennaio 2002, 13:02

in foto: Casinò sì; casinò no. Nelle ultime settimane l’ipotesi di costruire una casa da gioco nel riminese è tornata di attualità, soprattutto a Riccione:

questa sera nella seduta del Consiglio Comunale di Riccione, che Radio Icaro trasmetterà in diretta dalle 21, il capogruppo dell’SDI Stelio Bossoli presenterà un ordine del giorno per chiedere al sindaco, alla Giunta e alla provincia di intraprendere tutte le iniziative necessarie per far sì che il Parlamento regolamenti l’apertura di nuovi casinò, uno per regione.
La candidata per la nuova sala da gioco sarebbe, naturalmente, la Perla Verde. Il casinò, individuato come nuova risorsa per l’indotto turistico della Riviera, è anche un cavallo di battaglia del parlamentare diessino Sergio Gambini, che nelle settimane scorse è tornato alla carica per spronare le istituzioni locali a chiedere una sala da gioco.
Non tutti sono però d’accordo: gli assessori riccionesi Cavalli e Savoretti in settimana hanno pubblicato un documento in cui si condanna la cultura del soldo facile: “Dire di no al casinò oggi, significa non accettare una facile soluzione economica con indubbia efficacia economico-turistica a scapito dell’uomo”- si legge nel documento.
Favorevole invece alla proposta è invece il sindaco di Riccione Daniele Imola, che già in passato si era mosso per realizzare una casa da gioco. Anche se, a suo parere, i tempi sono ancora prematuri e ci sono altre priorità come il palacongressi.

“Spero che il problema casinò possa tornare di attualità e che venga considerato senza pregiudizi bigotti e qualunquistici” scrive Bossoli nel testo del suo ordine del giorno. Ma sono davvero bigotte e qualunquiste le posizioni di chi si oppone alla proposta?
La Diocesi di Rimini da tempo si dichiara contraria all’arrivo di una casa da gioco, ed è ritornata sull’argomento nel ’91, affermando che strutture come un casinò non rispetterebbero la dignità della persona e farebbero gli interessi di pochi. In linea con questa posizione, anche i sacerdoti riccionesi si schierano contro l’arrivo del casinò. Sentiamo Don Tonino Brigliadori, vicario foraneo di Rimini Sud.

Il gioco d’azzardo può davvero arrivare a distruggere la dignità e la vita delle persone? Per distinguere il gioco d’azzardo dal gioco sociale, quello della schedina una volta a settimana, per intenderci, gli anglosassoni usano il termine ‘gamble’. E i ‘gambler anonimous’ sono i gruppi di giocatori ‘patologici’ che in diverse zone d’Italia si riuniscono per cercare di superare il loro problema.
Un problema che fa sì che il gioco diventi una dipendenza e che di fronte a esso tutti gli altri principi crollino, dalla famiglia alla legalità. “Un po’ come per l’alcolismo – ci spiega uno di questi giocatori anonimi che abbiamo intervistato – c’è chi è in grado di fermarsi a un bicchiere di vino o birra a pasto, e chi invece no”.

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