mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: Al termine dei cinque anni di mandato, l’assessore alle Politiche Residenziali Pubbliche di Rimini, Vittorio Buldrini (nella foto), ospite questa mattina nel Filo diretto di Radio Icaro, vorrebbe che la casa fosse per tutti un diritto:
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gio 17 gen 2002 13:15 ~ ultimo agg. 00:00
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a questo proposito, la linea politica seguita dal Comune insisterà sugli alloggi di Edilizia Pubblica a canone calmierato per la fasce più deboli, famiglie monoreddito, anziani, immigrati. Sarà il reddito medio-basso il criterio per l’assegnazione delle case, per tutti, ha ribadito l’assessore anche in risposta alla richiesta delle associazioni degli immigrati che proponevano uno sbarramento del 20% di case destinate a loro: questo metterà alla pari nei diritti anche gli immigrati.
Oltre al tema della casa, si è parlato anche delle Politiche Giovanili, altra delega affidata all’Assessore Buldrini che, a questo proposito, ha illustrato la filosofia del progetto “Rimini: una città per i giovani”, che si pone l’obiettivo di portare nei prossimi anni ogni quartiere ad attivare un centro aggregativo per i giovani. Basta con il “divertimentificio, l’intento è di creare opportunità diverse, perché i giovani vanno stimolati ad esprimersi creativamente e a sperimentare nuove attività.
Sulla creazione del nuovo Centro sociale in via della Gazzella, che verrà assegnato a Rimini Social Forum e a coloro che avevano occupato l’ex ostello di Miramare, l’assessore sostiene che il Comune ha dato ascolto ad una esigenza espressa dai giovani e non ritiene affatto che l’avere stanziato un miliardo per l’allestimento del nuovo spazio ( con 700 milioni che arriveranno dalla Regione) sia un segnale che inviti altri ad occupare una realtà per vedersela riconosciuta poi come diritto.
Nell’incontro del 17 dicembre con gli abitanti del Quartiere, che si erano dichiarati contrari all’apertura del Centro sociale, racconta l’assessore, si è anche creato un clima di collaborazione utile perché questo spazio diventi una ricchezza per tutti. Invece, ad interventi come quello di don Oreste, che rimprovera all’assessore di non avere cercato collaborazioni con le realtà cattoliche che offrono spazi aggregativi, Buldrini risponde che gli spazi, ad esempio gestiti nelle parrocchie, non sono per tutti, ma per coloro che hanno particolari convinzioni. Ascoltiamo l’assessore.

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