giovedì 13 dicembre 2018
In foto: Un’azienda di lavorazione della cera, in provincia di Rimini, è stata posta sotto sequestro dal Nucleo ambientale della Guardia di finanza. Molte le irregolarità accertate, per le quali è stato denunciato a piede libero il responsabile legale dello stabilimento.
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gio 29 nov 2001 18:49 ~ ultimo agg. 00:00
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Tra le accuse figura in primis il mancato rispetto della normativa sulla sicurezza: per fondere la cera infatti venivano usati bruciatori portatili a fiamma libera e nei capannoni non c’era nessun tipo di presidio anti incendio o impianto di aerazione ed aspirazione. L’altra irregolarità riguarda la violazione sulla legge dell’inquinamento: il sospetto è che i rifiuti venissero smaltiti attraverso la termodistruzione a cielo aperto. Le indagini delle Fiamme Gialle proseguono per accertare, tra le altre cose, lo status dei lavoratori trovati al banco al momento dell’ispezione: 5 di loro sarebbero in “nero”. L’ubicazione dei due capannoni della ditta non è stata volutamente resa nota dalla Guardia di Finanza.

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