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Marcia della Pace, il racconto dei partecipanti

Rimini

15 ottobre 2001, 12:53

in foto: Esserci o non esserci. E’ stato il dilemma di molti alla vigilia della marcia della Pace Perugia Assisi, un appuntamento tradizionale per molte associazioni e movimenti cattolici, che quest’anno ha assunto una valenza forzatamente differente a causa degli eventi interni, con i fatti del G8 di Genova, e internazionali, con la guerra in corso.

C’è chi sostiene che le marce sono state tre, e non una; che c’erano le associazioni cattoliche, i no global, e i rappresentanti dei partiti. Anche all’interno del mondo cattolico c’è chi sostiene che dare con la marcia un segno unitario, pur nelle differenze, supera il rischio di strumentalizzazione che altre associazioni cattoliche, come Agesci, Azione Cattolica e Acli, denunciano con il documento “marciate, ma non marciateci”, pubblicato per indicare che la marcia non deve essere occasione di visibilità per partiti ed esponenti politici. Nel documento si chiedeva a tutti di non esporre bandiere e simboli dei partiti, che ieri invece sono stati esposti durante il cammino.
Al di là delle polemiche e dei significati che può avere assunto per chi è andato, la marcia ha rappresentato un momento bello e intenso. Gli scouts Agesci di Rimini avevano deciso di partecipare; ci racconta com’è andata Nazareno Gabrielli, caposcout, che vi ha partecipato insieme al gruppo di ragazzi di cui è responsabile:

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