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Mano sul petto

Rimini

21 ottobre 2001, 17:03

in foto: La Casa Bianca ha "raccomandato" ai principali network televisivi di censurare i proclami dei terroristi. Dare notizie è il nostro mestiere "sia in pace sia in guerra", risponde il Washington Post. Ken Auletta del New Yorker dichiara: "Non si può chiedere a un giornalista di essere strumento di propaganda".

Per il direttore della Columbia Journalism Rewiew, “la cronaca indipendente dei fatti è cruciale in ogni democrazia”. Il vicepresidente di Abc news lamenta: “non abbiamo la più pallida idea di come sia andata finora in Afghanistan”. Secondo il New York Times, le informazioni appartengono alla sfera pubblica, e questo è il sale della democrazia.
La stampa americana è in prima linea: l’assistente di Tom Brokaw, conduttore del telegiornale Nbc, è stata colpita da un attacco all’antrace. Patriottismo, negli Usa, anche per i cronisti è mettersi la mano sul petto e continuare a fare degnamente il mestiere. Da noi, c’è chi la preferisce sulla bocca (o sul portafoglio). Piero Ottone osserva: alcuni hanno scritto articoli “senza capire di che intervento si stesse parlando”. Michele Serra constata: ci sono “elzeviristi abili e arruolati”.
Non mancano esempi di dignità. Stefano Folli ha scritto di Berlusconi: “In modo inconsapevole ha alimentato la scarsa simpatia che nutrono per lui alcuni analisti europei”. (Era il giorno in cui il Cavaliere aveva detto: “Prodi ha apprezzato il nostro progetto di Finanziaria”, smentito dallo stesso Prodi: “Mica ne abbiamo parlato”.) Ricordo un articolo di Ugo Stille: la guerra in Viet-Nam l’ha voluta l’industria militare.
A proposito di Viet-Nam. Henry Kissinger, nel 1973, ricevette il premio Nobel per la Pace insieme a Le Duc Tho, per la negoziazione del cessate il fuoco. Sappiamo come andò a finire: speriamo che il premio appena assegnato a Kofi Annan abbia esiti più felici. Su Internet (Associazione Prometeo) leggo che in Thailandia il turismo sessuale nacque allora con il programma “repose and relax” per i marines. Riporto da La Stampa: fu inventato l’incidente del Golfo del Tonchino in base al quale gli Usa iniziarono i bombardamenti.
Risulta dai Pentagon Papers (47 volumi “che mettevano in luce un intreccio perverso di dissimulazione, inganno e autoinganno nella politica estera americana”). Il loro contenuto fu rivelato nel 1971 dal Washington Post.
Ha scritto Curzio Maltese: per avere informazioni in tv bisogna ascoltare Cnn e Bbc, da noi risse e soubrette. [800]

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