venerdì 14 dicembre 2018
In foto: Sgarbi provoca, le scolaresche riminesi rispondono. Il sottosegretario ai Beni Culturali è intervenuto con una dichiarazione, riportata oggi sulla stampa nazionale, in cui chiede di abolire le visite guidate ai musei da parte degli alunni, che definisce “inutili deportazioni, in cui la soglia di attenzione è nulla”.
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mer 29 ago 2001 13:16 ~ ultimo agg. 00:00
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Ma, almeno a Rimini, la tesi di Sgarbi sembra essere smentita. I dati parlano chiaro: i giovani in visita ai musei sono in costante crescita: nel Museo della Città nel 2000 su 24mila visitatori, 7mila e 200 sono stati studenti, al museo Dinz Rialto su 2mila e 600, gli scolari sono stati 765. Ma, il fatto che molti dei visitatori siano under 18 non è ancora sufficiente a dire che le visite siano utili e seguite. “Il nostro rapporto con le scuole – dichiara Pier Luigi Foschi, direttore del Museo – è ottimo ed è cresciuto negli anni. Già durante l’estate gli insegnanti ci contattano per stabilire dei progetti e come museo abbiamo realizzato delle schede didattiche introduttive.” E’ di fresca pubblicazione l’opuscolo “Il Museo per la Scuola” che proprio in questi giorni viene inviato alle scuole della provincia. “Forse – aggiunge Maddalena Mauri, coordinatrice delle guide del Museo – la nostra è una situazione privilegiata, perché il museo racconta della nostra storia locale. Gli insegnanti portano gli alunni già preparati e spesso, soprattutto i più piccoli, tornano trascinando i genitori.”

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