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In foto: La Regione Emilia Romagna scende in campo per ridurre i consumi e la spesa farmaceutica, che nel corso del 2001 ha segnato un aumento del 35% rispetto al 2000. Una direttiva di Giovanni Bissoni, assessore regionale alla sanità, indica alle aziende sanitarie gli obiettivi da conseguire
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sab 4 ago 2001 12:28 ~ ultimo agg. 00:00
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coinvolgere i medici nella distribuzione di farmaci, promuovere l’uso dei medicinali generici per ridurre i consumi almeno del 10% nelle aziende che superano la spesa nazionale, migliorare l’appropriatezza del farmaco revisionando il prontuario medico. Favorire la continuità terapeutica e contribuire al risparmio della spesa sembra dunque essere l’obiettivo della regione.
Di primo piano l’invito agli ospedali pubblici di fornire direttamente ai pazienti dimessi i farmaci necessari a proseguire la terapia nel periodo immediatamente successivo alla dimissione.
L’Emilia Romagna presenta una spesa del 4% maggiore rispetto alla spesa nazionale per la maggiore propensione a prescrivere farmaci costosi. L’incremento della spesa farmaceutica deriva dall’abolizione dei ticket e dall’aumento dei prezzi e dei consumi a livello nazionale. A parere di Bissoni è assolutamente necessario intensificare le azioni di monitoraggio e controllo per migliorare il sistema di prescrizione.

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