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Bullismo: chi, cosa, come

ragazzi

12 gennaio 2018, 07:12

in foto: repertorio

Un ragazzo su tre è vittima di bullismo, secondo un’indagine recente di Save the Children. Il fenomeno preoccupa per le dimensioni, ma anche per la gravità, specialmente quando si parla di cyberbullismo, dove le molestie corrono sui nuovi strumenti digitali in modo apparentemente silenzioso e difficile da intercettare. Per le famiglie una fonte di preoccupazione da non sottovalutare, per gli insegnanti una nuova sfida da affrontare con sensibilità e strumenti formativi adeguati. Di come affrontare il problema in famiglia e a scuola si è parlato a Serravalle durante l’incontro “Prepotenti e vittime: educare bambini e ragazzi alla corretta gestione dei conflitti”, organizzato dal Centro per le Famiglie di San Marino con il sostegno di Banca CIS e il patrocinio della Giunta di Castello di Serravalle. Nel corso della serata, genitori e insegnanti hanno avuto modo di confrontarsi sul tema e sulle reciproche responsabilità, guidati dalla Dottoressa Silvia Ceccoli, psicologa e psicoterapeuta.

Che cos’è il bullismo?
“È una forma di comportamento aggressivo basato sullo squilibrio di potere tra due o più persone e caratterizzato dal ripetersi costante nel tempo di episodi violenti. Il bullismo viene definito grave quando sono presenti 3 episodi al mese. Il cyberbullismo, invece, ha caratteristiche peculiari: non è necessario che ci sia una ripetizione costante, a volte può esserci anche solo un episodio ma violento e grave”.

Qual è il ruolo del gruppo?
“Il bullismo è un fenomeno di gruppo, in genere la classe, dove ognuno riveste un ruolo: il “bullo”, gli “assistenti” che lo aiutano, i “rinforzi” che lo incoraggiano magari ridendo di fronte al maltrattamento, i “difensori” che cercano di bloccarlo, gli “spettatori” che guardano e si tengono a distanza, e poi le vittime. In questo contesto, anche chi non interviene ha un ruolo”.

Quanto è diffuso?
“Nell’80% dei casi il problema riguarda le dinamiche tra pari, principalmente bambini e ragazzi, nel 20% dei casi da bambino e ragazzo nei confronti degli adulti. L’età più interessata è tra la fine delle scuole medie all’inizio delle superiori, dove uno su tre è vittima di bullismo. Il fenomeno è sempre più diffuso, ma molto spesso gli episodi restano nascosti, la vittima ha paura e difficilmente si espone, quindi è complicato rilevarne l’entità. Ecco perché l’arma più efficace è la prevenzione”.

 

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Redazione RiminiSocial 2.0

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