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Da Rimini intorno al mondo… un’avventura in bicicletta

Internazionalestorie

6 dicembre 2017, 07:00

Gevelyn è nata e cresciuta a Rimini, ma con un’insaziabile desiderio di rompere la routine e viaggiare in libertà. Dopo qualche stagione lavorativa in montagna, decide di imparare meglio l’inglese: e dove se non in Australia? Un visto di lavoro, un volo prenotato, prima il lavoro in fattoria e poi in un ristorante come cameriera. Qui conosce Anton: musicista, chef, barista, pizzaiolo e… tuttofare. Anche lui con lo stesso sogno: viaggiare. Insieme hanno girato zaino in spalla l’Australia e l’Europa e vissuto per tre anni a Edinburgo. Nel 2015 hanno deciso di lasciare la Scozia e pedalare fino a Barcellona. Ma non è finita qui: sempre in sella alle loro bici lo scorso giugno decidono di fare ritorno in Australia e aprono il blog https://cyclinghoboz.wordpress.com/ e la pagina Facebook Bike trip per condividere la loro avventura di viaggiatori vegetariani in bicicletta. Due Hobo, come amano definirsi, lavoratori itineranti che amano il viaggio più che la destinazione. Li abbiamo contattati mentre si trovano a Tblilissi, in Georgia, in attesa di un visto per l’Iran.

 

Da dove parte e dove vi porterà questo vostro viaggio?

L’idea è nata qualche tempo fa. Il primissimo viaggio in bici che abbiamo fatto è stato infatti da Edimburgo a Barcellona. Abbiamo vissuto ad Edimburgo per 2 anni e mezzo ma soprattutto a causa del clima abbiamo deciso di trasferirci a Barcellona. Volevamo portarci dietro le nostre biciclette, che abbiamo sempre usato per muoverci e andare al lavoro, e non eravamo molto propensi a venderle per poi comprarne altre. Così abbiamo deciso di prendere il traghetto fino ad Amsterdam e poi iniziare a pedalare, prendendo solo qualche treno regionale (gli unici che permettono di viaggiare con la bici montata). Dopo un po’di tempo ci abbiamo preso così tanto gusto che abbiamo deciso di usare solo le nostre biciclette. Abbiamo vissuto un anno e mezzo a Barcellona ma la voglia di viaggiare in bici non ci ha mai abbandonato. Così abbiamo iniziato a progettare il nostro nuovo viaggio e a mettere insieme una lista di cose necessarie. L’obiettivo di questo nostro nuovo itinerario è raggiungere Warrnambool, in Australia, dove la mamma di Anton vive, ma abbiamo anche altre idee e vorremmo viaggiare in Africa, e dall’Alaska alla Terra del Fuoco.

 

Come è nata la vostra passione per i viaggi in bicicletta?

La bicicletta è l’opzione più bilanciata per noi. Ci permette di viaggiare alla lentezza necessaria per vedere e conoscere le diverse culture e i diversi popoli che incontriamo, con i loro costumi e usanze. Al tempo stesso non si è lenti come nel camminare. Viaggiare con le nostre bici ci permette di essere completamente autonomi, e in più è come viaggiare con la nostra casa! Per esempio possiamo sempre trasportare la tenda, con confortevoli materassini ad aria e sacchi a pelo.  Abbiamo la nostra cucina con tutto il necessario per cucinare deliziosi pasti vegetariani, incluso un fornello a gas e un fornello a legna pieghevole e compatto. Non importa quanti chilometri pedaliamo o se siamo nel deserto o tra le montagne: abbiamo una soluzione per tutto.

 

Quali sono le principali difficoltà che incontrano viaggiatori come voi?

Entrare in paesi dove sono necessari i visti. La maggior parte dei paesi ha regole molto semplici ma avere il visto via terra è più complicato e bisogna organizzarsi in anticipo nei paesi con regole più rigide. La seconda difficoltà sono le stagioni estreme e la lunghezza delle giornate. Per esempio in estate ci alzavamo e iniziavamo a pedalare poco prima dell’alba perché alle 10,30 o 11 del mattino in certi paesi ci possono essere già 35 o 45 gradi. In inverno è l’opposto: qualche mattina abbiamo ghiaccio sulla tenda ed è difficile raccogliere tutte le cose con le dita congelate e poi si fa buio presto. Quindi non abbiamo molte ore per pedalare. In sostanza… non si vince mai! Ma è parte dell’esperienza.

 

Qual è stato il luogo che vi ha colpito di più?

Ci sono un sacco di posti dove la natura ci è rimasta molto impressa ma i luoghi più belli per noi fino ad ora sono le montagne della Val di Fiemme (che a Gevelyn ricordano le sue stagioni lavorative) e la Cappadoccia in Turchia con le formazioni rocciose uniche e le antiche città sotterranee. In generale, siamo più felici quando siamo in campagna o montagna, lontano da grandi paesi o città. La natura ci piace e ci fa sentire liberi. Anche le persone fuori dalle grandi città normalmente sono più calme, socievoli, ospitali e fanno di tutto per aiutarti se hai bisogno.

 

Avete quindi incontrato persone disponibili a darvi una mano lungo la strada?

Sì eccome! Specialmente in Albania, Grecia e Turchia. Ci capita di chiedere alle persone di poter montare la nostra tenda nel loro campo o giardino e tante volte ci vengono offerti anche cibo e acqua. In Turchia in particolare le persone ci hanno spesso invitato a dormire in casa loro, talvolta offrendoci addirittura il loro letto.

 

Cosa vi ha colpito di più durante i vostri viaggi?

Più viaggiamo e più scopriamo che le persone hanno differenti costumi e usanze ma che alla fine siamo tutti molto simili. Molte volte ci hanno messi in guardia, ci parlavano male dei paesi in cui volevamo andare, ma abbiamo invece sempre avuto esperienze positive. Il nostro consiglio è quello di non credere alle voci. Sicuramente bisogna sempre stare molto attenti ma noi possiamo dire che molti paesi che sono marchiati come pericolosi sono quelli dove abbiamo incontrato le persone più ospitali e generose. Ci ha colpito molto la spontaneità delle persone: per esempio in Turchia tante persone ci hanno offerto da mangiare anche se erano famiglie in situazione di forte difficoltà economica. Sono popoli abituati a condividere e quando viaggi in quei paesi difficilmente rimani a stomaco vuoto. Da queste persone abbiamo imparato moltissimo.

 

Il viaggio di Gevelyn e Anton prosegue e continueremo a seguirli. Una delle loro necessità è al momento quella di comprare un nuovo pc portatile: chi volesse contribuire può farlo tramite Paypal o con un versamento sul loro conto corrente, chiedendo le coordinate all’indirizzo e-mail: cyclinghoboz@hotmail.com. Chi dona può lasciare il proprio nome e, oltre a comparire sul blog, riceverà una cartolina dal luogo in cui i due viaggiatori si trovano in quel momento.

E allora buon proseguimento ai nostri cicloamatori…e alla prossima tappa della loro avventura che porta anche un po’di Rimini nel mondo.

Silvia Sanchini

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