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Salari accessori indebiti. Giudice dà ragione a dipendenti. Il commento del sindaco Spinelli e del Pd

attualitàCorianoPolitica

22 luglio 2017, 19:00

A Coriano in fase conclusiva liquidazione indennizzi servitù

in foto: il Municipio di Coriano

Nel braccio di ferro tra l’amministrazione comunale di Coriano e i dipendenti comunali il Giudice Ardigò del Tribunale di Rimini ha dato ragione a questi ultimi. Secondo il giudice sono illegittime le due delibere adottate del Comune nel corso del precedente mandato del sindaco Spinelli. L’amministrazione nel febbraio 2016 aveva proceduto alla messa in mora dei dipendenti (una sessantina in totale di cui circa 25 ancora attivi) per interrompere i termini di prescrizione relativi alle somme che riteneva percepite illecitamente come salario accessorio. Da maggio 2016 poi lo stop alle progressioni orizzontali. Nel mirino della Spinelli non i dipendenti ma le amministrazioni che l’avevano preceduta accusate di “incauto e drammatico utilizzo del fondo per il salario accessorio” e segnalate alla Corte dei Conti.

Il Giudice però ha ritenuto illegittima l’azione del comune e ora l’Ente non potrà riavere indietro quella quota di stipendi che considerava non dovuti e dovrà rimborsare ai dipendenti le somme che in questi anni non ha versato e quelle indebitamente recuperate, con gli interessi.

Rispettiamo la decisione del Giudice – commenta il sindaco Domenica Spinelli – in attesa di conoscere le motivazioni per compiere qualsiasi valutazione del caso e decidere il da farsi“. Il sindaco però critica gli attacchi ricevuti negli ultimi giorni, definiti “politici”, e ricorda che il comune si è mosso per fare chiarezza a seguito di una indagine della Guardia di Finanza. “Progressioni e produttività a pioggia – dice la Spinelli – senza rispetto delle regole del contratto nazionale e dei limiti imposti dalla normativa, incarichi extraufficio pagati profumatamente per attività che rientravano nei normali doveri d’ufficio.
Questo nessuno lo potrà negare. Non siamo certo noi che abbiamo azzerato i premi di risultato e le indennità. E’ dal 2011, con il Commissario, che nulla viene distribuito per l’enorme buco creato dalle amministrazioni precedenti a danno del bilancio comunale e dei cittadini e con l’assenso dei sindacati che avallavano queste scelte.” Il sindaco evidenzia che non c’è mai stata intenzione di andare contro i dipendenti ma “i 750.000 euro usciti in più dal fondo da qualche parte dovranno saltare fuori. Se il giudice ha stabilito che non possono essere i dipendenti a pagare tramite l’azzeramento delle PEO, allora quei soldi dovranno venire fuori dai fondi che si andranno a costituire nei prossimi anni“. “Ad oggi – precisa però – nemmeno un euro è stato sborsato, e i soldi delle progressioni sono accantonati a bilancio e pronti per essere ripristinati.

Di tutt’altro avviso il Pd di Coriano che parla di “una battaglia puramente politica per guadagnare consenso, che si è tradotta in uno spreco di risorse pubbliche e in inasprimento nel rapporto con i dipendenti”. Secondo il PD era doveroso fare chiarezza dopo l’indagine della Gdf ma il sindaco “doveva evitare di far leva su demagogia e populismo ai danni dei dipendenti, prendendo provvedimenti forti, ma inutili se non addirittura dannosi.” Così facendo si è incappati  “in un gravissimo errore sulla pelle dei dipendenti e sulle spalle della comunità che si dovrà far carico dei costi legali. 

“La Sindaca Spinelli e l’assessore al Personale Morri hanno scelto la strada della speculazione politica” dice l’ex consigliere comunale di minoranza Fabia Tordi chiedendosi se “la sentenza non rischia di creare una voragine nel bilancio comunale” e come si pensa di coprire le spese “se i dipendenti dovessero intentare causa per danni morali e materiali contro il Comune.” La Tordi arriva anche a suggerire a sindaco e assessore di dimettersi e restituire di tasca propria i 70mila euro di spese legali.


La nota del sindaco Domenica Spinelli

Nei giorni scorsi il Giudice del Tribunale Prendiamo atto e rispettiamo la decisione del giudice, in attesa di conoscere le motivazioni per compiere qualsiasi valutazione del caso e decidere il da farsi.
Ciò che non possiamo tuttavia tollerare è il deliberato attacco politico rivolto a questa amministrazione mosso da parte di Elisabetta Morolli della CGIL.
Come noto la questione è complessa e nasce da lontano, ovvero da un’indagine della guardia di finanza che ci ha spinto a fare chiarezza su come veniva distribuito, in passato, il salario accessorio ai dipendenti.
Progressioni e produttività a pioggia, senza rispetto delle regole del contratto nazionale e dei limiti imposti dalla normativa, incarichi extraufficio pagati profumatamente per attività che rientravano nei normali doveri d’ufficio.
Questo nessuno lo potrà negare. Non siamo certo noi che abbiamo azzerato i premi di risultato e le indennità. E’ dal 2011, con il Commissario, che nulla viene distribuito per l’enorme buco creato dalle amministrazioni precedenti a danno del bilancio comunale e dei cittadini e con l’assenso dei sindacati che avallavano queste scelte.
E’ proprio per ripristinare la possibilità, all’interno del comune, di distribuire premialità e remunerare il turno e la reperibilità, garantendo servizi essenziali alla cittadinanza, che ci siamo decisi a compiere questo difficile passo: mettere in mora i dipendenti e sospendere da maggio dello scorso anno le progressioni orizzontali. Ad oggi nemmeno un euro è stato sborsato, e i soldi delle progressioni orizzontali sono accantonati in bilancio e pronti per essere ripristinati in ottemperanza alle decisioni del giudice.
Non è mai stata nostra intenzione andare contro i dipendenti né disconoscere il loro lavoro, ma una cosa è certa: i 750.000 euro usciti in più dal fondo da qualche parte dovranno saltare fuori.
Se il giudice ha stabilito che non possono essere i dipendenti a pagare tramite l’azzeramento delle PEO, allora quei soldi dovranno venire fuori dai fondi che si andranno a costituire nei prossimi anni.
Peccato che le risorse oggi vengono tutte spese per pagare quelle stesse progressioni. Insomma siamo in presenza di un circolo vizioso e non vediamo come i sindacati possano risolverlo.
Aspetterò la CGIL al tavolo della contrattazione decentrata, purtroppo quello che si troverà è un tavolo sparecchiato dove non sono rimaste nemmeno le briciole ma solo il conto da pagare. Se non hanno ancora capito che questa decisione condanna i dipendenti di Coriano, presenti e futuri, a decenni di immobilismo e blocco perché il fondo dovrà pagare, con risorse che ad oggi non ci sono, i 750.000 euro di debito, è bene che prima si studino le regole e i numeri e poi vengano da noi a parlare.
Siamo sempre stati e saremo aperti al dialogo, ma non vi è dialogo con chi è sordo e non sa ascoltare.
Purtroppo non si è ancora capito che siamo in presenza di uno scontro “generazionale” tra i dipendenti che tanto hanno avuto in passato e quelli che non prenderanno nulla in futuro. Se la logica della CGIL è difendere a qualsiasi costo i diritti acquisiti ne prendiamo atto ma siamo convinti che non sia questo il modo in cui si risolvono i problemi dell’ente e del paese.

La nota del Pd di Coriano

Una battaglia puramente politica per guadagnare consenso, che si è tradotta in uno spreco di risorse pubbliche e in inasprimento nel rapporto con i dipendenti, con tutto ciò che ne consegue. Questo è stato il notevole risultato dell’azione legale condotta dalla Sindaca Spinelli contro i dipendenti del Comune, una causa che si trascina da anni e recentemente bocciata senza mezzi termini dal Giudice del Lavoro. La vicenda è a dir poco complessa e sin da subito meritava di essere trattata con attenzione e scrupolosità, accantonando per una volta strategie e manovre, mettendo in secondo piano la consueta volontà di screditare i predecessori. Davanti ai rilievi della Guardia di Finanza era d’obbligo un’azione da parte dell’Amministrazione, per fare luce su eventuali anomalie e intervenire nella maniera più efficace possibile confrontandosi con le parti. Era un dovere, a garanzia della comunità e dell’ente. Quello che invece la Sindaca Spinelli poteva, anzi doveva, evitare era di far leva su demagogia e populismo ai danni dei dipendenti, prendendo provvedimenti forti, ma inutili se non addirittura dannosi. Mettere in mora i dipendenti non era una scelta obbligata e stata una decisione voluta, non indispensabile, presa senza avere certezze e che oltre ad avere creato un clima difficile nell’ente oggi si rivela illegittima. Qui non si tratta di difendere diritti acquisiti, come adesso la Sindaca ribatte, ma di ammettere che, nella foga smodata di spazzare via tutto e tutti quelli che l’hanno preceduta, si è incappati in un gravissimo errore sulla pelle dei dipendenti e sulle spalle della comunità che si dovrà far carico dei costi legali.

La nota dell’ex consigliere comunale di Coriano Fabia Tordi

Finalmente la battaglia che ho iniziato a fianco dei dipendenti comunali ha avuto giustizia!
Giustizia perché, era già a suo tempo evidente che su questa vicenda occorreva trovare una soluzione dal punto di vista tecnico-contabile e giuridico nelle sedi opportune concertando una “exit strategy” anche con le parti sociali, invece La Sindaca Spinelli e l’assessore al Personale Morri hanno scelto la strada della speculazione politica sulla pelle di ignari e incolpevoli lavoratori dipendenti, che sono stati buttati nel tritacarne pensando che la cosa avrebbe portato consenso politico sulle “presunte” scelte sbagliate delle precedenti giunte di centrosinistra.

Addirittura l’assessore al Personale Morri più di un mese fa, forse sentendo l’odore della sconfitta in sede giudiziaria, cercava di mistificare la realtà dei fatti, probabilmente per fini elettorali, citando una sentenza, la n. 4323/2017 della Suprema Corte di Cassazione che nulla aveva a che fare con il caso di Coriano, asserendo però che in base alla stessa che di fatto costituiva precedente, la giunta Spinelli avrebbe avuto sicuramente soddisfazione in giudizio.

In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza del giudice avevo già da tempo sollevato dubbi sulla legittimità degli atti del Comune di Coriano trasmessi poi alla Corte dei Conti di Bologna e oggi, dopo la sentenza, mi sorgono spontanee alcune considerazioni:

– Cara Sindaca, avendo già buttato oltre 70.000 euro di soldi pubblici in avvocati (e tanti ancora ne butterà perchè il conto non è definitivo) non sente il dovere di dimettersi e restituire di tasca sua i soldi che lei e l’assessore Morri avete sprecato incautamente e che potevano essere usati per finalità sociali?

– La sentenza non rischia di creare una voragine nel bilancio comunale visto che dovrete rifondere ai dipendenti tutti gli arretrati e le somme che non avete previsto come capitolo di spesa?

– Se i dipendenti dovessero intentare causa per danni morali e materiali contro il Comune, per le ingenti somme che gli era stato chiesto di restituire,con cosa pensa di coprirle con nuove tasse o taglio di servizi? Perchè qui si parla di cifre a 6 zeri cara Sindaca e assessore Morri.

– La spregiudicatezza che la giunta Spinelli ha palesato nella gestione di questa vicenda potrebbe costare molto cara ai corianesi e allora concludendo con una chiosa vorrei dire: i cittadini l’avrebbero rivotata se questa sentenza fosse arrivata prima?

Ad ogni modo per fortuna “c’è stato un giudice a Berlino” che ha messo la parola fine a questa triste e irragionevole vicenda, dando soddisfazione ai dipendenti del Comune di Coriano.

Andrea Polazzi

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