Indietro
menu
Provincia Sanità

Rimini è il territorio con meno fumatori in Regione ma sono ancora il 27%

In foto: uno spot anti fumo
uno spot anti fumo
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 28 mag 2016 17:39
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Ricorre lunedì 31 maggio, la “Giornata Mondiale senza Tabacco” per sensibilizzare soprattutto le giovani generazioni, rispetto ai rischi connessi con il fumo di sigaretta e, più in generale, con l’utilizzo del tabacco, che è la principale causa evitabile di malattie, invalidità e morte nei paesi occidentali. Il fumo è inoltre un importante inquinante ambientale ed è un costo economico e sociale per ciascun fumatore, per la sua famiglia e per tutta la collettività. Diverse sono le iniziative organizzate in tutta l’area dell’Ausl Romagna per la ricorrenza, e che per la maggior dei casi rappresentano momenti conclusivi di progetti di più ampio respiro realizzati sui territori dal Dipartimento di Sanità Pubblica, in particolare nelle scuole.

Significativi i dati sull’abitudine al fumo di sigaretta in Romagna: il 30 per cento dei 18-69enni fuma sigarette, stima che corrisponde a circa 225mila persone; il 24 per cento è un ex-fumatore e solo il 46 per cento non ha mai fumato. I dati sul fumo sono in linea con quelli regionali e leggermente più alti rispetto a quelli nazionali.
Circa un quarto (24 per cento) dei fumatori è un forte fumatore (20 sigarette o più al giorno); solo il 2 per cento è un fumatore occasionale (meno di una sigaretta al giorno).
La prevalenza di fumatori è più alta nella classe 25-34 anni (34 per cento) e negli uomini (34 per cento rispetto al 26 per cento nelle donne). L’abitudine al fumo di sigaretta è più diffusa tra le persone con bassa scolarità e presenza di difficoltà economiche.
Nell’Ausl Romagna il 51 per cento dei fumatori ha affermato di aver ricevuto il consiglio medico di smettere di fumare, ma solo il 42 per cento dei fumatori ha dichiarato di aver provato a smettere negli ultimi 12 mesi, pari a una stima di circa 94mila persone; tra questi la maggior parte (78 per cento) ha ripreso a fumare, il 12 per cento non fuma più da meno di sei mesi (cioè è un “fumatore in astensione”). Nel periodo 2008-15, nella regione Emilia-Romagna, la prevalenza di fumatori appare complessivamente in diminuzione; il calo è più evidente tra le donne nelle classi d’età 18-34 e 35-49 anni, le persone con alta istruzione e quelle senza difficoltà economiche.
La distribuzione territoriale dei fumatori presenta leggere differenze sia nel confronto tra Ausl della Romagna e Regione (rispettivamente, 30 e 28 per cento), sia in quello tra i singoli ambiti territoriali: Ravenna 33 per cento, Forlì 31 per cento, Cesena 27 per cento, Rimini 27 per cento.
Circa un quarto dei fumatori associa al fumo almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare: in particolare fuma oltre un terzo delle persone con una patologia respiratoria, un quarto delle persone con una patologia cardiocircolatoria, con ipertensione e con diabete.

Anche nel corso dell’anno scolastico 2015/16 numerose scuole riminesi, da quelle dell’infanzia alle superiori, hanno partecipato al progetto denominato “Scuole che promuovono salute”, per favorire nei giovani l’adozione di stili di vita sani, promosso dall’Ausl Romagna – Rimini in collaborazione con l’Istituto Oncologico Romagnolo. In particolare le due scuole medie coinvolte(“Franchini” di Santarcangelo e “Panzini” di Bellaria) hanno lavorato sul tema “fumo”, con lo scopo di rafforzare nei ragazzi quei  comportamenti che possano aiutarli a scegliere di non-fumare. A completamento dei percorsi educativi realizzati durante l’anno scolastico i ragazzi hanno usato la creatività realizzando disegni con messaggi “antifumo”.

Gli elaborati artistici sono oggetto di una mostra itinerante nelle seguenti sedi:
– Centro Commerciale “Le Befane” dal 25 ad oggi, 29 maggio
– Ospedale di Santarcangelo dal 31 maggio al 6 giugno
– sede dell’Ausl Colosseo dal 7 giugno a fine mese di giugno.

Durante l’anno scolastico che sta per terminare gli operatori del Dipartimento di Sanità Pubblica hanno anche condotto una specifica attività di vigilanza sull’applicazione del divieto di fumo nelle scuole superiori, che ha portato a verificare come gli istituti del territorio possano definirsi ormai “liberi dal fumo”. Rimane qualche difficoltà nell’applicazione del divieto nelle aree esterne (cortili,scale antincendio,…), ma – commenta l’Ausl – “i notevoli miglioramenti rilevati nel corso dell’anno rappresentano un segnale positivo dell’impegno delle scuole, alle quali l’Azienda esprime autentica gratitudine per la collaborazione, anche in questa direzione.”