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Al teatro della Regina in scena i ‘Fantasmi’ di Eduardo De Filippo

Cattolica

31 gennaio 2005, 11:10

in foto: Martedì e mercoledì alle 21.15 il Teatro della Regina di Cattolica presenta lo spettacolo "Questi fantasmi" di Eduardo De Filippo, una produzione "Nuovo Teatro/Gli Ipocriti" con Silvio Orlando.

Regia di Armando Pugliese; scene di Bruno Buonincontri.

Sul palco anche Carlo di Maio, Mimma Lovoi, Daniela Marazita, Antonio Milo, Lello Radice,

Maria Laura Rondinini, Tonino Taiuti.

L’introduzione allo spettacolo a cura del Teatro della Regina:

Pasquale Lojacono (interpretato da Silvio Orlando nel ruolo che fu di Eduardo De Filippo) è un poveraccio che si fa convincere ad andare ad abitare gratuitamente in una casa di diciotto camere, per sfatare le voci secondo le quali ci sono dei fantasmi. Il vero obiettivo di Pasquale è, però, quello di realizzare una pensione con cui guadagnare di che vivere. Non crede ai fantasmi, ma dopo i primi racconti di Raffaele, il portiere dello stabile, comincia a ricredersi.

In realtà, l´unico fantasma è un “fantasma finto”: Alfredo, l´amante di Maria (moglie di Pasquale)che, pur di vederla, si nasconde nell´armadio e, approfittando della temporanea assenza di Pasquale, ne esce per parlare con Maria. Rientrato all´improvviso, Pasquale vede Alfredo e resta immobile convinto che sia un fantasma e non dice nulla per non spaventare la moglie. Tuttavia il “fantasma” si rivela una presenza benefica per la famiglia Lojacono, perché assicura loro un discreto tenore di vita.

Ma un giorno la moglie e i figli dell´amante si presentano a casa di Pasquale che, atterrito, li scambia per fantasmi; Alfredo torna dalla famiglia e Pasquale, senza più soldi, non può far fronte ai creditori. Così, si augura che il fantasma torni quanto prima aspettandolo di nascosto sul terrazzino di casa.

Alfredo torna per convincere Maria a scappare con lui; ma Pasquale, sempre nella convinzione che si tratti del fantasma che stava aspettando, si decide a parlargli e con un accorato discorso lo convince ad abbandonare il suo piano. L´uomo, commosso, gli lascia pure i soldi che sarebbero serviti per la fuga…

Con il 1944 si chiude il primo periodo della lunga vita artistica di Eduardo: finisce la Cantata dei giorni pari e termina la lunga preparazione che porterà alle opere della maturità. Un lavoro per il teatro durato oltre trent´anni, molti passati al fianco dei fratelli Peppino e Titina. Con la fine della seconda guerra lo scenario cambia: Peppino se ne va e per Eduardo inizia la Cantata dei giorni dispari, con il debutto di Napoli milionaria inel ´45 al San Carlo di Napoli. Questi fantasmi, scritto l´anno successivo, è la riprova di tale svolta – Eduardo parlava di “quell´imponderabile” che un artista raggiunge nella maturità -, della capacità di Eduardo di assorbire “avidamente e con pietà la vita di tanta gente” e renderla sul palcoscenico, con il suo umorismo paradossale: esilarante, amaro e umanissimo.

Questi fantasmi andò in scena per la prima volta il 7 gennaio 1946 all´Eliseo di Roma e lo stesso De Filippo -in un´intervista nel 1983 sul «Corriere della Sera»- disse: «Scrissi la commedia di Pasquale Lojacono [il protagonista, `anima in pena´] per dire che i fantasmi non esistono, i fantasmi siamo noi, ridotti così dalla società che ci vuole ambigui, ci vuole lacerati, insieme bugiardi e sinceri, generosi e vili».

Silvio Orlando, dopo essersi misurato con le farse di Peppino De Filippo e con l’Eduardo delle farse degli anni del Kursaal, alza il tiro del suo percorso di confronto con la tradizione napoletana. Il personaggio di Pasquale Lojacono porta con sé uno sguardo dolente sui rapporti di forza nella società ed in particolare sul peso del denaro non solo per la sopravvivenza materiale, ma anche per non far appassire e svanire l´amore.

Silvio Orlando

Dopo un esordio teatrale, si è presto imposto come uno degli attori cinematografici più significativi dell’ultima generazione, lavorando con i maggiori rappresentanti del cinema d’autore italiano degli anni Novanta: Nanni Moretti (Aprile, per cui vince il David di Donatello nel 1998 come miglior attore non protagonista, Palombella rossa del 1989 e La stanza del figlio del 2001), Luchetti (Il portaborse, Arriva la bufera), Mazzacurati (Un´altra vita), Salvatores (Sud e Nirvana), Virzì ( Ferie d´agosto), Giuseppe Piccioni (in Fuori dal mondo e in Luce dei miei occhi).

Al 1998 risale il suo debutto nella regia teatrale con due farse di Peppino De Filippo, Don Rafelo ´o trumbone e Cupido scherza e spazza, dove ha rivestito anche i panni del protagonista. Sempre in campo teatrale, nel 1999 ha interpretato il ruolo di Calibano ne La tempesta di Shakespeare, per la regia di Barberio Corsetti.

Per informazioni e prevendite:

Teatro della Regina, Cattolica, tel. 0541-833528 (17.30-19.30)

Prevendite telefoniche dal secondo giorno di apertura dei botteghini

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