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La Regione informa: ‘Maggio in strada’ per imparare la sicurezza alla guida

Regione

29 aprile 2002, 14:05

in foto: Sono oltre 300, con il coinvolgimento di 45mila ragazzi, le iniziative messe in campo quest’anno con il programma “Maggio in strada”, la 'scuola' che si apre in Emilia-Romagna ogni anno nel mese di maggio e che, da Rimini a Piacenza, insegna come muoversi in sicurezza lungo le strade:
www.regione.emilia-romagna.it

il progetto prevede prove di guida simulate, percorsi e prove pratiche a piedi, in bicicletta, motorino, spettacoli, animazioni, mostre, visione di filmati e audiovisivi, dibattiti, realizzazione di plastici. E ancora premiazioni, rilascio di “patentini”, simulazioni di traffico, giochi di ruolo, biciclettate.
Maggio in strada è stato istituito nel 1999 dall’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il mondo della scuola, Province, Comuni, Asl, Enti e Associazioni pubbliche e private.
Dalla prima edizione la manifestazione si è ampliata, passando da 200 iniziative alle 300 di quest’anno, ed è diventata un importante punto di riferimento informativo per far conoscere i principali programmi sviluppati in Emilia-Romagna per diffondere la cultura della sicurezza stradale.
Il tema lanciato quest’anno dall’Osservatorio riguarda in particolare la preparazione alla guida del motorino e della prima auto. Il “patentino” del ciclomotore rappresenterà, in molte manifestazioni, il momento finale di vari percorsi formativi: sarà consegnato anche ai ragazzi impegnati in prove in bicicletta e ai bambini delle scuole materne alle prese con l’utilizzo del loro triciclo.
Sul patentino, quello vero previsto dal nuovo codice della strada, e sulle opinioni e i comportamenti dei giovani alla guida di scooter e ciclomotori, la Regione Emilia-Romagna ha effettuato l’indagine: “Casco in testa, patente in tasca”, durante l’ultima edizione del Motorshow.
L’indagine che ha coinvolto 1255 ragazzi di tutte le regioni, ma in particolare dell’Emilia-Romagna, di età compresa tra i 19 e i 24 anni, ha evidenziato che i giovani sono consapevoli dei rischi della strada ma la voglia di arrivare li rende spesso indisciplinati.
Il commento dell’assessore regionale ai Trasporti Alfredo Peri.

Essere giovani motociclisti significa aver consapevolezza dei rischi che si corrono, delle infrazioni, dei comportamenti virtuosi da tenere, ma spesso, quando si è sulla strada, la prudenza resta a casa per la fretta di dover arrivare, di voler passare a tutti i costi.
Ma essere ragazzi e motociclisti – oggi – significa anche guardare con attenzione al nuovo codice della strada e all’introduzione del patentino, sollecitare interventi per migliorare le condizioni di guida e di sicurezza, stimolare con proposte precise Enti e istituzioni scolastiche, essere sensibili ai temi dell’ambiente e della circolazione. E’ il quadro che emerge dall’indagine “Casco in testa, patente in tasca”.
Positivo per il 66% il patentino: lo sostengono, principalmente, coloro che ritengono importante conoscere bene il codice della strada prima di guidare (93%), e fare prove di guida che permettano di prendere confidenza con il mezzo (64%).
I contrari pensano sia così semplice guidare la moto che il patentino non si giustifica (76%). Oppure si configurerà come una spesa inutile (48%) o l’ennesimo atto di burocrazia (44%).
Per quanto riguarda il casco “solo” il 71% lo indossa sempre e allacciato, ma in Emilia-Romagna il 77%, mentre al sud la percentuale precipita al 59%. Tre intervistati su quattro corrono in moto in quanto, appunto, “hanno molta fretta”. Due su tre non tengono le distanze di sicurezza e – ai semafori e agli incroci – passano tra le macchine in coda.
Marciapiedi e portici sono considerati abituali sedi stradali e parcheggi per il 50%; 46,1% va sempre a tutta la velocità; 44,6% sorpassa a destra o facendo lo slalom; 37,5% passa con il semaforo rosso o giallo. Non mancano comportamenti estremi: 23% talvolta guida dopo aver bevuto alcolici o, 17%, dopo aver assunto eccitanti o droghe.

Statistiche che impressionano, e fanno ancor più riflettere se si considera che sono gli stessi scooteristi a essere consapevoli che basta un attimo di distrazione per essere vittime di un incidente (59,4%) e che la colpa è spesso dell’indisciplina di chi guida i mezzi a due ruote (35,4%). Per fortuna c’è il casco (35,3%), altrimenti sarebbero dolori ancor più grossi.
Come promuovere più sicurezza? Dicono i giovani: è meglio utilizzare televisione (73%) e radio (47,8%) ma spazio anche alle nuove tecnologie: si parli di guida ed educazione stradale attraverso internet (41,8%) e Sms (37,3%). Il casco integrale è di gran lunga (85,2%) la soluzione indicata come la più idonea per alzare il tasso di sicurezza degli scooteristi. Seguono il giubbotto – airbag salvaschiena obbligatorio (43,5%); lezioni di caduta in moto e prove di guida sicura nelle ore di ginnastica a scuola (38,5%); gambali e ginocchiere obbligatori (28,7%).

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