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L’Elettra di Euripide chiude la stagione del Novelli

Rimini

23 marzo 2002, 16:10

in foto: Si conclude la stagione teatrale 2001/2002 al Teatro Ermete Novelli di Rimini con lo spettacolo "Elettra" di Euripide (traduzione di Umberto Albini e Vico Faggi), interpretato da Elisabetta Pozzi, per la regia di Piero Maccarinelli:

lo spettacolo andrà in scena lunedì, martedì e mercoledì alle 21 (Turni A, B e C in abbonamento). La scheda dello spettacolo:

Siamo in un accampamento fuori dalla città, in una povera comunità che vive
ai margini della città e deve procurarsi i mezzi per il sostentamento. Il
primo personaggio che incontriamo è un contadino miceneo che lavora la terra
e, benché di nobile stirpe, è costretto ad una misera condizione sociale.
Nonostante questo è felice, rispetta le leggi. É lo sposo assegnato da
Egisto ad Elettra il quale non l’ha contaminata col suo seme, l’ha lasciata
vergine. Elettra è completamente spogliata dei segni e delle funzioni del
potere. É una schiava, vergine, e il suo ceto sociale è cancellato. É una
vergine umiliata. Da qui il suo rancore, la sua carica selvaggia. Non le è
consentito nemmeno di vestire i segni esteriori del potere che, anzi,
rifiuta quando le vengono offerti. Vuole umiliarsi ancora di più, svolgere
ruoli che le potrebbero essere risparmiati, caricarsi della brocca e
scendere alla fonte a prendere l’acqua.
Elettra è un personaggio
ossessionato dall’omicidio del padre, umiliato, e che vuole ancora più
umiliarsi: è determinata alla vendetta, decisa ad agire anche a costo della
vita. Il suo pensiero e la sua azione hanno una direzione unica quasi
monomaniacale: la vendetta. Uccidere per vendicare.
Quando Oreste giunge ad Argo e la incontra, lei si augura che anche per il
fratello pensiero e azione abbiano lo stesso fine ossessivo: la vendetta.
Ma
qui ci troviamo di fronte ad un Oreste tormentato dai dubbi sulla
legittimità dell’ordine dato da Apollo. Anche lui vuole la vendetta ma non
sa fino a che punto spingersi. É un uomo incerto in lotta con se stesso. Sa
che non si possono violare impunemente le leggi morali e i vincoli naturali.
Oreste dubita dell’oracolo, della volontà di Apollo, della giustizia del suo
gesto. Acconsente con dubbi all’incalzare ossessivo e ossessionato di
Elettra. Il matricidio, insomma, è connotato da Oreste negativamente poiché
egli è cosciente che si tratta di un atto di annientamento e di distruzione.
Anche l’arrivo di Clitennestra, la regicida, è connotato in una luce più
ambiguamente conflittuale. Già il contadino parlando della regina ci ha
annunciato che, nonostante la sua crudeltà, ha voluto salvare la figlia.
Clitennestra, indossando un abito sontuoso, arriva su di una portantina
accompagnata dalle schiave frigie e ai suoi piedi vengono distesi i tappeti;
Clitennnestra è corsa dalla puerpera in pompa magna ma, al suo arrivo, quasi
si vergogna delle umili condizioni in cui la figlia è costretta a vivere. Si
rivela una donna fragile, provata da quanto è successo. É stanca, inerme,
alla ricerca di una conciliazione.
Il matricidio viene compiuto. L’atto voluto da Apollo e da Elettra e
voluto/non voluto da Oreste. É una mattanza irrazionale, ma quando è
compiuto ecco che la ragione, il pensiero dell’azione, tortura la coscienza
dei fratelli. Oreste è in lacrime, il coro li critica. Elettra stessa è come
svuotata. L’apparizione dei Dioscuri, deus ex machina, è apparizione critica
e fatua testimonianza di una svogliata e contraddittoria soluzione anche
nell’ambito degli dei. Sembra quasi che non vogliano mescolarsi con le
decisioni di Apollo, portano una soluzione, sì ma che non è totalmente
condivisa.
Oreste, ormai già perseguitato dalle Erinni, è finalmente solo
con se stesso giacché anche l’amico Pilade partirà con Elettra; se ne va,
solo, ossessionato dalle Erinni, con l’enormità dei suoi pensieri e delle
azioni compiute che lo porteranno alla follia; Oreste ed Elettra ritornano
soli come erano all’inizio ma con una solitudine ancora più assoluta.
I biglietti sono disponibili alla biglietteria del Teatro Ermete Novelli di
Rimini (via Cappellini, 3) dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 14.
Per informazioni: tel. 0541.24152 (Teatro Novelli), 0541.51351 – 0541.23847
(Ufficio Teatro).

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