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Convegno su etica e turismo: l’intervento di Gottifredi

ProvinciaTurismo

19 marzo 2002, 19:40

in foto: L'intervento dell'assessore provinciale al Turismo, Massimo Gottifredi, al secondo seminario proposto oggi pomeriggio alle 18 da Centro Universitario riminese e sede di Rimini dell'Università di Bologna sui temi dell'etica e del turismo a confronto:

l’approccio al tema proposto dall’assessore Gottifredi (“un assessore al turismo – ha precisato – con laurea in giurisprudenza e formazione post-laurea in marketing e comunicazione”) si fonda sulla necessaria sintesi tra filosofia e mercato e si traduce in una visione del problema orientata a tenere conto del marketing, alla integrazione tra domanda ed offerta di turismo.
Dopo aver osservato che “la vacanza è un po’ il momento di sospensione delle norme di condotta e di relazione” che “i processi di sviluppo del fenomeno turistico hanno portato a questo, trascendendo, almeno in parte, le regole della morale”, l’assessore si è chiesto: “Che fare? Abdicare all’idea di un’etica per il turismo, considerando i due termini accostati come un mero, e ben riuscito, ossimoro? Oppure tentare una via, per approssimazioni successive, magari, attraverso la quale stemperare la [apparente] diversa natura dei termini che generano il nostro presunto ossimoro?”
Come punto di partenza per la riflessione viene indicato il codice globale di etica per il turismo approvato all’unanimità dall’Assemblea Generale del WTO a Santiago del Cile nell’ottobre 1999, che stabilisce all’interno dei suoi 10 articoli un codice etico globale, appunto, ed applicabile all’intero sviluppo del settore turismo.
I dieci articoli del Codice Etico toccano tutti i temi di rilevanza per un moderno ed eticamente corretto approccio ai temi del turismo; dello sviluppo del turismo, per meglio dire, viste le proiezioni economiche che assicurano al settore un incremento nei prossimi decenni incomparabile con altri settori.
Il codice di Santiago fornisce indicazioni anche per la situazione di Rimini. “Il codice nella sua complessità, a parer mio, definisce di fatto un percorso di sostenibilità. Lo fa inserendo in punti diversi argomenti ed articolazioni del ragionamento che si possono facilmente ricondurre al principio di sostenibilità dello sviluppo.
Sviluppo sostenibile è quel processo [progetto] che coniuga tre elementi fondamentali: ambiente, società ed economia. E’ di questa integrazione che, di fatto, parla diffusamente il nuovo Codice Etico del WTO. Lo sviluppo di un fattore a scapito dell’altro comporta ineluttabilmente l’insuccesso dell’intrapresa.
Pensare, quindi, di sviluppare una linea di azione orientata ad uno sviluppo sostenibile comporta l’accettazione di un modello etico di organizzazione sociale che, nel caso di una società e un’economia come la nostra fortemente orientata al turismo, porta a disegnare un vero e proprio modello di etica per lo svago e per il tempo liberato. Per un territorio come il nostro non solo è etico e quindi giusto, moralmente dovuto, pensare in termini di sostenibilità ma è anche conveniente e lo sarà sempre più in futuro.
La scelta di un percorso sostenibile di sviluppo deve derivare da un afflato etico, ambientalista e culturale ma può essere favorito dalla spinta del mercato che muove in quel senso.
Tutela ambientale, ma anche salvaguardia culturale e delle identità locali, preservazione del patrimonio artistico e culturale, tutela del lavoro e della giustizia sul lavoro e dei processi di formazione continua, valorizzazione del turismo come strumento per la tolleranza tra i popoli e per il reciproco accrescimento sociale, culturale ed economico, sono scelte che il mercato sta già facendo e che non sarà disposta ad attendere troppo da ognuno di noi.
La Conferenza Internazionale sul turismo sostenibile ha posto le basi per una programmazione ed un progetto locale profondamente etico che dal locale [un locale comunque significativo anche in termini assoluti visti i volumi ed i numeri del nostro turismo] porti un contributo globale ed un’effettiva utilità. Non possiamo farci sfuggire questa occasione, non ci saranno altri treni da prendere se non vogliamo pagare un caro prezzo per la nostra economia ma, più ancora, per la nostra cultura, per la nostra identità che rimane salda solo se è capace di confrontarsi con l’evoluzione, guardando avanti facilitata dal carico storico che si porta appresso.
Quando nella Conferenza sul turismo sostenibile abbiamo affondato i temi della programmazione territoriale [un terreno tradizionalmente pubblico], della qualità dei servizi [prevalentemente privati] collegandoli con le aspettative del mercato, abbiamo proposto un passo in avanti di natura anche etica; un passo in avanti maturo culturalmente e socialmente e prossimo ad esserlo anche sotto un profilo economico.
C’è un’etica che ci sentiamo imposta da uno sviluppo di natura culturale e antropologica e da un percorso di rigore morale. C’è un’etica suggerita, quantomeno, da una prospettiva economica; esse coincidono”.

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