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Voucher turismo. Per sindacati scelta sbagliata: peggiorano condizioni di lavoro

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mar 31 Lug 2018 10:51 ~ ultimo agg. 26 Mag 16:00
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I voucher nel turismo sono una risposta sbagliata per lavoratori e imprese. A dirlo sono Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini in una nota congiunta nella quale annunciano la partecipazione domani al presidio di protesta davanti a Montecitorio nel giorno in cui il parlamento discuterà della conversione in legge del cosiddetto Decreto dignità.
I sindacati evidenziano come già la contrattazione nazionale del comparto turistico abbia individuato adeguate soluzioni sia per le richieste di flessibilità delle imprese e sia per garantire adeguati livelli retributivi e normativi per i lavoratori di un settore che in Romagna produce il 10% del Pil e dà lavoro a 110.000 persone, 42mila delle quali in provincia di Rimini.
La reintroduzione del voucher nella riviera romagnola – scrivono Cgil, Cisl e Uil – peggiorerebbe sicuramente le condizioni di lavoro degli occupati in questo settore, non riconoscendo la qualità della loro professionalità, da tutti riconosciuta, ed incentivandoli a cercare lavoro qualificato altrove. In questo modo il turismo romagnolo si metterebbe in concorrenza sui bassi prezzi con altri mercati turistici contro i quali, invece, si può gareggiare e primeggiare solo nella qualità”.
Dai sindacati arriba anche una sollecitazione a imprese ed Enti Locali “a lavorare sul versante di un’offerta turistica che allunghi la stagione estiva e la integri con tutte le risorse della Romagna: entroterra, borghi, città d’arte, turismo congressuale e termale, soggiorni di benessere ed eventi sportivi”. Una stagione più lunga e di qualità “consentirà – dicono – investimenti nel personale e nelle strutture con benefici per le imprese turistiche e l’economia romagnola”. “Se davvero – concludono i sindacati – il Governo e il Parlamento vogliono sostenere i lavoratori più deboli, dovrebbero intervenire urgentemente sulla normativa della NASPI, la nuova indennità di disoccupazione, che per i lavoratori stagionali ha comportato un taglio notevole del sostegno economico durante le fasi di non occupazione, determinando ricadute sociali che recentemente sono state rappresentate da diversi istituti di ricerca”.

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