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Vitali: il collegamento Rimini-San Marino può diventare realtà

di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Mer 19 Gen 2011 16:29 ~ ultimo agg. 14 Mag 04:19
Tempo di lettura 4 min

“La Provincia di Rimini – si legge in una nota – come dimostra il fatto di aver posto il collegamento tra le priorità da includere nel PRIT, è pronta, d’intesa con la Regione Emilia-Romagna, a farsi parte attiva nella realizzazione del progetto”.

“La nostra proposta – spiega Vitali – è di avviare un primo studio di fattibilità che preveda anche l’uso del project financing, e che tenga conto eventualmente anche dell’altro asse tra Rimini e Novafeltria”.

Poichè il vecchio tracciato ferroviario è in gran parte irrecuperabile, la proposta della Provincia è utilizzare la rete stradale attuale con il tram su gomma. Due le ipotesi: la prima prevede l’arrivo a Borgo Maggiore ed interscambio con la funivia; la seconda recupera l’ultimo tratto del vecchio tracciato (3,4km circa) per arrivare presso la ex stazione di San Marino.

La frequenza delle corse sarebbe di ogni 30 minuti nelle ore di punta e di un’ora nel resto della giornata. Secondo una prima stima, i costi oscillerebbero tra i 25 e i 40 milioni di euro.
Oltre ai vantaggi per i circa 6000 pendolari che ogni giorno percorrono la tratta nelle due direzioni, secondo Vitali l’intervento avrebbe ricadute positive anche sull’ambiente e il turismo.

(Nella foto un’immagine dello studio realizzato da T Bridge per la Regione Emilia-Romagna)

La nota stampa del Presidente della Provincia di Rimini

Sta suscitato interesse in questi giorni negli organi di informazione locale l’ipotesi di riattivazione del collegamento tra Rimini e San Marino. Va specificato che tale ipotesi non è contenuta in qualche libro dei sogni, ma si trova nel documento, approvato dalla Giunta provinciale, Nuove infrastrutture ed efficacia gestionale per un nuovo modello di mobilità nella Provincia di Rimini, già assorbito dalla Conferenza di Pianicazione regionale che sta elaborando il Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT). In sostanza, la pianificazione della mobilità in Emilia Romagna per i prossimi dieci anni.
Il progetto del collegamento su corsia riservata tra Rimini e la Repubblica di San Marino è sicuramente ambizioso ma realizzabile. L’intervento rappresenterebbe un indiscutibile miglioramento della qualità della vita per i circa 6.000 pendolari che quotidianamente si muovono nelle due direzioni, e sarebbe capace di produrre ricadute importantissime sul turismo e per l’intero contesto ambientale dell’ampia area al confine tra la provincia di Rimini e il Titano.
La nostra proposta è di avviare un primo studio di fattibilità che preveda anche l’uso del project financing, e che tenga conto eventualmente anche dell’altro asse tra Rimini e Novafeltria. Una ricognizione di massima già realizzata (vedi allegato) indica come il vecchio tracciato ferroviario sia oggi in buona parte non recuperabile: l’espansione urbanistica, la costruzione della superstrada e di alcuni percorsi ciclopedonali consentono un suo riutilizzo inferiore al 30% sul totale della lunghezza prevista. L’idea è quella di utilizzare la rete stradale attuale, con due possibili ipotesi: la prima prevede l’arrivo a Borgo Maggiore ed interscambio con la funivia; la seconda recupera l’ultimo tratto del vecchio tracciato (3,4km circa) per arrivare presso la ex stazione di San Marino.
Considerando il contesto territoriale extraurbano, i parametri tecnici, i costi di intervento e di esercizio, gli aspetti ambientali, la soluzione tecnica ottimale è quella del tram su gomma, con una frequenza ogni 30 minuti nelle ore di punta e di un’ora nel resto della giornata. Una soluzione peraltro che si integrerebbe con quella analoga che sostiene il progetto di metrò di costa. Una prima stima di massima dei costi di infrastruttura e per l’acquisto dei mezzi parla di un investimento necessario compreso tra i 25 e i 40 milioni di euro.
La realizzazione del progetto avrebbe un impatto positivo evidente: la sicurezza stradale ne guadagnerebbe con una diminuzione degli incidenti e la qualità della vita di molte persone aumenterebbe. Lo stesso Aeroporto internazionale F. Fellini ne trarrebbe vantaggio. Considerate le dinamiche dei flussi e il numero degli spostamenti, l’opera nel medio e lungo termine potrebbe anche autofinanziarsi. I benefici sono altrettanto evidenti per la Repubblica di San Marino. La Provincia di Rimini, come dimostra il fatto di aver posto il collegamento tra le priorità da includere nel PRIT, è pronta, d’intesa con la Regione Emilia-Romagna, a farsi parte attiva nella realizzazione del progetto. San Marino potrebbe proporre il collegamento con Rimini negli accordi con lo Stato Italiano di prossima discussione.

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