Scuola. Marcello (FdI): sperimentazione di fine agosto solleva perplessità
Fare chiarezza sulle politiche regionali relative al calendario scolastico e sulle conseguenze organizzative della nuova sperimentazione annunciata dall'esecutivo regionale che prevede l’apertura anticipata delle scuole primarie al 31 agosto. A chiederlo è il consigliere di FdI, Nicola Marcello.
L'atto ispettivo fa seguito al recente annuncio del progetto sperimentale di apertura anticipata delle scuole primarie dal 31 agosto 2026, in circa 42 Comuni del territorio regionale, per una platea potenziale di 100mila bambini e uno stanziamento iniziale di circa 3 milioni di euro: un progetto che prevede lo svolgimento di attività educative, ricreative e sportive extrascolastiche affidate a operatori del Terzo settore e soggetti esterni.
"Pur condividendo la necessità di fornire un supporto alle famiglie – afferma Marcello -, l'annuncio di questa misura, avvenuto senza un preventivo confronto nell'Assemblea Legislativa e con le parti pubbliche e private interessate, ha sollevato forti perplessità all'interno del mondo della scuola e degli Enti locali".
Nell'interrogazione vengono evidenziate diverse criticità riscontrate sul territorio, a partire dal rischio di sovrapporre la funzione educativa e didattica della scuola a un servizio di welfare puramente sostitutivo. Si segnalano inoltre il pericolo di gravi disparità territoriali tra Comuni grandi e piccoli, l'inadeguatezza climatica e strutturale di molti edifici scolastici non ancora dotati di impianti di climatizzazione per i mesi estivi e le difficoltà gestionali legate al personale scolastico (docenti e ATA), le cui procedure di assegnazione delle cattedre subiscono storicamente forti ritardi all'avvio dell'anno scolastico. Fratelli d’Italia ricorda come l’impianto stabile del calendario scolastico regionale fissi tradizionalmente l’inizio delle lezioni al 15 settembre e il termine al 6 giugno, garantendo finora uniformità territoriale e certezze organizzative. Marcello chiede dunque alla Giunta se intenda confermare formalmente l’avvio delle lezioni al 15 settembre per gli anni futuri per ogni scuola di ordine e grado, e quali valutazioni siano state espresse in merito alle risorse, alla logistica degli immobili e all’impatto complessivo sul personale e sulle famiglie emiliano-romagnole prima di procedere a un'eventuale stabilizzazione della misura.
A rispondere è stata l’assessora alla Scuola, Isabella Conti. “Va chiarito, in primo luogo, che non vi è alcuna modifica al calendario scolastico” ha affermato. “Questa posizione arriva per chiudere definitivamente questo capitolo: in questo anno e mezzo ci siamo resi conto che mettervi mano avrebbe significato fare una grande riforma della scuola e che la Regione non può intervenire a valle su formazione e retribuzioni, senza che sia stata operata una grande riforma a monte”. “Conosciamo la complessità e il peso di tante famiglie nella gestione di 14 settimane di sospensione delle lezioni – ha proseguito Conti -. Per quanto la Giunta abbia portato a 10 milioni di euro i contributi per i centri estivi, questi non sono necessariamente disponibili per tutti. Il mese più critico resta quello di settembre. Abbiamo scelto di togliere il tema dell'obbligatorietà, dando alle famiglie uno strumento flessibile, senza gravare sugli insegnanti, sul personale ATA e sull'organizzazione scolastica. La responsabilità sarà dei Comuni, con educatori che si occuperanno delle attività integrative, per dare a famiglie e bambini un porto sicuro con attività innovative e ludiche. Quest’anno partiamo con una sperimentazione, utile anche a cogliere difficoltà e criticità per aggiustare al massimo il tiro. Potevamo scegliere di aspettare un altro anno, oppure lanciare il cuore oltre l'ostacolo e dire alle famiglie che noi ci siamo”.
Non soddisfatto della risposta il consigliere Marcello. "All’interno di questo progetto non si vede ancora un vero e proprio percorso educativo” ha concluso. “Spero che questo aspetto venga definito, altrimenti il progetto rischia di sembrare soltanto un'apertura delle scuole per 'ricevere' i bambini, che però si ritroverebbero a fare poco o nulla. Inoltre, quante sono le scuole della Regione effettivamente dotate di parchi, giardini o palestre adeguate a queste attività? Viene detto che il progetto non impatterà sui dirigenti e sul personale scolastico, ma al momento non ci risulta che sia così. Dire che la responsabilità è interamente del Comune è riduttivo, perché all'interno della struttura scolastica il responsabile resta pur sempre il dirigente. Serve innanzitutto un percorso educativo valido e strutturato e poi occorre mettere a posto le strutture. Al momento, purtroppo, ci sono ancora troppe lacune”.










