‘Internazionalizzazione delle imprese’. Assindustria presenta i dati
In una recente indagine Istat sull’andamento import-export nel biennio 2001-2002, tra le province emiliano romagnole, Rimini risulta quella caratterizzata da un minor grado di interscambio con l’estero.
Si posiziona così all’ultimo posto sia per i volumi delle importazioni, sia per i valori delle esportazioni, dove si registra, tra il 2001 ed il 2002, una variazione negativa dello 0,4%.
Sulla scorta di questa analisi l’Associazione Industriali di Rimini ha svolto una ricerca tra le aziende mediante l’invio di questionari alle 200 imprese associate già operanti con l’estero; di questi, 60 sono stati ritenuti validi ed analizzati con l’intento di conoscere in quale misura le imprese siano state, in questi anni, coinvolte in un fenomeno di internazionalizzazione della propria attività:
Ascoltiamo Lorenzo Maggio, esperto in commercio estero.
Aumentare le esportazioni, diversificare i mercati di sbocco e migliorare gli standard produttivi sono le tre principali ragioni che hanno sostenuto il processo di apertura delle imprese associate al mercato estero ma, tra le finalità dell’indagine c’è anche quella di verificare quali ostacoli si sono frapposti ad una sua più ampia realizzazione .
Sentiamo ancora Lorenzo Maggio.
Formazione, informazione, consulenza e assistenza diretta sono i punti cardine su cui opererà Assindustria per incentivare le imprese associate a volgere la propria attenzione anche ai mercati esteri, gli unici ormai in grado di garantire la “sopravvivenza” di lungo periodo sul mercato, come alcune aziende hanno già intuito. Ascoltiamo Franco Raffi, direttore Assindustria Rimini.












