Da’ Spazio alla tua voce: bullismo, cosa ne pensano i ragazzi
“Da’ Spazio alla tua voce” nasce da una riflessione emersa all’interno dell’equipe di Educativa di Strada dell’Unione dei Comuni della Valmarecchia riguardante la necessità di promuovere occasioni di riflessione su argomenti che direttamente o indirettamente i ragazzi si trovano ad esperire quotidianamente. Inoltre il servizio ha come obiettivi prioritari la promozione del benessere e la prevenzione del disagio attraverso il sostegno dell’educatore nella responsabilizazione, cittadinanza attiva, consapevolezza critica e partecipazione sociale dei ragazzi.
Sentiamo che i giovani devono essere protagonisti della comunità in cui abitano e compito dell’educatore è proprio quello di offrirgli opportunità di crescita e di sperimentazione.
La collaborazione con la biblioteca “A.Baldini” di Santarcangelo di Romagna è stata fondamentale dai primi passi mettendoci a disposizione il muro dove appendere la nostra bacheca e spronanado i giovani a partecipare all’iniziativa.
E quindi via…
Siamo partiti con il lasciare uno spazio libero dove chiunque poteva esprimere un pensiero su una tematica che aveva a cuore.
E’ subito emersa la parola BULLISMO, tristemente noto nelle cronache degli ultimi tempi.
Abbiamo deciso quindi di dare spazio a questo tema.
Prendendo spunto da un articolo scritto su Rimini Social del 16 Gennaio 2014, che trattava proprio questa tematica, abbiamo estrapolato due delle frasi che ci avevano più colpito e lasciato l’intero articolo stampato per chi volesse visionarlo integralmente.
La nostra bacheca portava in grande:
“In Italia 1 ragazzo/a su 5 è stato vittima di BULLISMO”
“1 ragazzo/a su 2 dichiara di aver assistito a EPISODI DI BULLISMO”…cosa ti viene in mente leggendo questa notizia?
(Da “Baby Gang e Bullismo: non sono fenomeni isolati” di Silvia Sanchini)
Abbiamo fatto la medesima cosa sul nostro facebook e intervistando direttamente i ragazzi del territorio.
Questi sono solo alcuni dei pensieri che ragazzi hanno deciso di condividere con noi… a volte creando quasi un dialogo virtuale fra loro..
“E’ orribile immaginare quanto dolore si arrechi ad una persona mediante il bullismo, sopratutto se a essercitarlo si è stato in prima persona”.
“Sono sconvolta dai recenti e frequenti episodio di bulismo che vedo al tg… perchè si arriva a tutto questo?”
“Si arriva a tanto perchè dietro ai ragazzi ci sono genitori incapaci di insegnare loro IL RISPETTO VERSO IL PROSSIMO”
“Il bullismo esiste e quasi tutti hanno vissuto più o meno direttamente questa forma di violenza. Oggi il fenomeno è in via di espansione e diventa sempre più difficile fermarlo perché ormai si tratta di cyber-bullismo e tramite i social network e altri strumenti di instant messaging diventa facile attaccare le persone più sensibili o fragili. Per fermare il bullismo bisogna parlarne e capire che il problema non sta in chi subisce la violenza ma in chi la commette. Solo attraverso il dialogo e la consapevolezza del problema sarà possibile estirparlo, ma è necessario che tutti collaborino perché l’unione fa la forza.
“Il mondo dovrebbe cambiare, e tutte le persone che vedono episodi del genere dovrebbero intervinire contro il bullo… forse così i bulli non esisterebbero più!!!”
A cui altri rispondono ” detta così sembra che si dovrebbe fare i bulli con il bulli..e non credo che sia la strada giusta… e poi se il bullo ha amici più bulli del bullo?non si finisce più…”
“Io sono d’accordo, a volte occorerebbe tornare la legge del taglione..occhio per occhio dente per dente…”
“Ragazzi così non si finsce più… la violenza non combatte la violenza…”
“Di solito si parla delle discoteche e delle risse, quelle che frequento io non vedono episodi del genere però quando mi è capitato sono intervenuto e mi hanno pestato, mi sono risvegliato e mi hanno dovuto portare in ospedale. Ora non mi metto più nel mezzo però chiamerei chi di dovere..sicurezza o carabinieri…”
“Per un amico solo mi metterei nel mezzo.”
“E’ una brutta cosa ma è ovunque!! Non l’ho mai fatto ma ne ho viste a scuola, è passata la logica del più forte, che quello più piccolo deve stare sotto..non solo se sei piccolo ma anche se sei solo! Ad esempio mio fratello più piccolo frequenta la scuola che ho frequentato io e l’essere mio fratello lo tutela da episodi del genere…”
“C’è una grande differenza fra l’attuale bullismo e il vecchio nonnismo!”
“Molti girano in gruppo per sentirsi più sicuri..hanno bisogno di farsi vedere prendendo in giro gli altri, così si sentono più fighi forse. Anzi in qualche modo è la gente a dire che sono fighi..se no non lo farebbero no?”
“C’è paura ad intromettersi in situazioni del genere e così ognuno si fa i fatti suoi.”
Questi sono alcuni dei pensieri emersi. E’ stata una importante occasione per fermarsi e parlare di importanti temi che, nonostante se ne senta parlare spesso, non hanno dei veri e propri spazi di riflessione dedicati.
Ci siamo dovuti imporre di terminare la raccolta di riflessioni perchè più approfondivamo e più ci accorgevamo di quanto bisogno avessimo e avessero di affrontarlo insieme apertamente.
Sì, perchè anche noi educatori siamo spaventati da queste notizie e la domanda su quali strumenti abbiamo per farvi fronte è spesso nella nostra mente.
Ci sentiamo di condividere alcune riflessioni che hanno permeato il tessuto di diverse chiaccherate:
Il Bullismo sembra una cosa normale, brutta ma scontata, è talmente parte della quotidianità che non si manifesta nella loro mente la possibilità di attivare strategie di prevenzione, che agiscano sulle cause, ma la necessità, ad esempio, di promuovere corsi di autodifesa.
Sembrano tutti concordi nell’intervenire se in pericolo ci fosse una donna.
Emerge spesso la tematica del cyberbullismo che sembra già aver sorpassato il vecchio “bullismo” diretto, lasciandoci ancora ad un passo, forse più di uno, indietro.
Ci sembra che, nonostante ci sia percezione della gravità del problema, non ci sia una reale consapevolezza critica del fenomeno, delle sue cause e della ragione socio-culturale sottostante.
Ma nel scrivere queste parole ci viene da dire…
“Noi, come adulti di riferimetno, ne abbiamo una reale consapevolezza?”
“Ci chiediamo quali siano le cause, se ce ne sono?”
“Ci chiediamo cosa potremmo fare?”
“Ci chiediamo se abbiamo qualche responsabilità?, e ci mettiamo nella posizione della presa in carico del contesto socio-culturale in cui faremo crescere le nuove generazioni?”
“Dovremmo riflettere sulla qualità dei programmi che quotidianamente la televisione ci offre? Programmi in cui gli ingredienti principali spesso sono linguaggi offensivi, grida e atteggiamenti aggressivi?”
Forse sarebbe importante ricordarci di lasciare sempre il mondo un pò meglio di come lo abbiamo trovato.
Equipe di Educativa di Strada dell’Unione dei Comuni della Valmarecchia
Il Millepiedi Arl Coop.Soc
Rimini











