Capodanno. La Rai si guarda intorno e sul Forum proseguono i commenti
“Ma che salti pure la diretta Rai, giova solo alle categorie economiche che lavorano col turismo” scrive Paolo che suggerisce al comune di investire i 250mila euro del Capodanno nel sociale. Per Gabriele la “diretta Rai” non porta gente in città mentre per Massimo si tratta di una spesa inutile. Kaidu ritiene invece che “vedere in televisione gente infreddolita, sotto la pioggia non aiuti ad associare a Rimini l’immagine del sole e del mare”. C’è poi chi chiama in causa le categorie, come Fakie e Eugenio, che plaudono al sindaco Gnassi per aver chiesto loro un sostanzioso contributo. Tra gli utenti del Forum non mancano neppure le proposte alternative: Mauro, ad esempio, propone di trasmettere le repliche dell’Anno Che Verrà (“tanto sono tutte uguali”, dice) e di organizzare una festa in piazza; Gabriele suggerisce una sagra di 3 giorni in centro, come a Udine, oppure un grosso concerto pagato dagli sponsor. “Se il comune”, scrive Massimo, “desidera fare qualcosa di civico e aggregativo basta chiamare una band locale e condire il tutto con piada, salsiccia e vino”. Sparky ricorda “la spiaggia in piazza Cavour” organizzata anni fa dalla cooperativa bagnini con bancarelle, ombrelloni e vagonate di sabbia. E c’è anche chi si spinge più in là: Paiasendi invita a pensare a una notte tutta romagnola, caratterizzata non dal rosa ma da stelle di strass, con musica e fuochi. Kaidu addirittura propone una “Notte Rosa Innevata” col lungomare trasformato in isola pedonale con tanto di neve artificiale. Ma c’è pure chi alla Rai non vuole rinunciare come Ariminum: genera indotto e promuove l’immagine, qualsiasi altro evento non avrebbe lo stesso risultato. Il problema è trovare gli 800mila euro necessari. Ma anche qui c’è una soluzione: con la carenza di contenuti della Rai, scrive un utente, fra un anno o due saranno loro a chiedere di riprendere l’evento e pagare.
Infine un fantomatico Bud Spencer ha, almeno per ora. l’ultima parola: e del Capodanno Rai, scrive, “sai che me ne importa.”












