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tutti contro l'Irlanda

In Irlanda vino pericoloso per la salute. Dal riminese la difesa del 'vino di qualità'

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di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
ven 13 gen 2023 14:51 ~ ultimo agg. 17:11
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La Commissione UE, nonostante il voto contrario del parlamento Europeo, ha autorizzato l’Irlanda, a imporre sulle bottiglie di vino e birra etichette che ne denunciano la pericolosità per la salute. Per la senatrice Domenica Spinelli, vicesindaco del Comune di Coriano con delega alle attività economiche, “In questo modo il rischio è di far passare l’idea che il vino provochi gli stessi risultati per la salute di distillati ad altissima gradazione o anche che sia meglio utilizzare bevande iper processate prodotte da poche multinazionali. Difendere la qualità dei nostri prodotti è per noi un dovere”; “salvaguardare i vini prodotte sulle colline romagnole e nello specifico nelle terre di Coriano, e con essi l’economia e i posti di lavoro prodotti da tale filiera è non solo opportuno ma un dovere. La misura della Commissione della Unione Europea di autorizzare l’Irlanda a porre sulle bottiglie di vino etichette che ne denunciano la pericolosità per la salute è un fatto gravissimo. Pensiamo a quanto e come questo provvedimento andrebbe a colpire un prodotto d’eccellenza come il vino italiano e locale. Una misura che rappresenta un attacco diretto all’Italia, principale produttore di vino al mondo, e ai suoi tantissimi produttori”.

Scrive su Facebook il sindaco di Rimini e presidente della Provincia Jamil Sadegholvaad: “Il vino sarà di fatto equiparato al tabacco.
Peccato che ci sia una differenza sostanziale: se è riconosciuto che anche una sola sigaretta fa male al nostro organismo, non si può dire altrettanto di un bicchiere di vino, prodotto da sempre sulle nostre tavole. Posso anche capire l’intento di fondo propositivo dell’iniziativa irlandese, ma la traduzione nella pratica credo sia solo controproducente. L’etichetta corretta infatti dovrebbe essere “l’abuso di alcol nuoce alla salute”. Sovrapporre senza distinguo l’abuso ad un consumo consapevole e moderato di vino, è prima di tutto una informazione non corretta e in secondo luogo danneggia un importante settore dell’economia del nostro Paese (così come di Francia e Spagna) e del nostro territorio.
L’enogastronomia, l’enologia, la produzione di vino di qualità autoctono maturato nelle nostre vigne, sono parte integrante dell’offerta turistica della Romagna e dovranno esserlo in misura sempre maggiore, proprio nella prospettiva di offrire ai visitatori un’esperienza completa, per vivere e assaporare la nostra terra con tutte le sue eccellenze.
Prosit! 🥂.

Sulla questione interviene anche l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi: “È grave che un Paese membro dell’Unione europea come l’Irlanda abbia disposto una vera e propria discriminazione verso un prodotto con una storia e una tradizione come il vino, attraverso un’etichettatura che di fatto evidenzia un allarme sanitario per i cittadini che ne fanno uso”.

“Siamo tutti d’accordo– prosegue l’assessore- nel consigliare un consumo moderato e consapevole dei prodotti enologici, ma con questo provvedimento si paragona la pericolosità del vino al fumo. La nostra Regione è la quinta in Italia per superficie vitivinicola, e la terza per la produzione in ettolitri. Il vino è una ricchezza economica, culturale e di tradizione, che vogliamo difendere come emiliano-romagnoli e come italiani. La caccia alle streghe sui nostri prodotti di alta qualità è inopportuna e fuorviante”.

Mammi ricorda la risoluzione approvata pochi mesi fa dal Parlamento europeo che escludeva avvertenze di natura sanitaria sul vino; disposizione che la Commissione europea non ha preso in considerazione, permettendo il via libera all’Irlanda.

“Ci opporremo in ogni sede e presso il Commissario europeo a questo tipo di provvedimenti– conclude Mammi- perché sono penalizzanti per il nostro territorio e per le nostre produzioni; auspico che il Governo italiano, a sua volta intervenga, per far valere ragioni oggettive sull’inopportunità di questa decisione, che tollera un’informazione non corretta”.

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